Moda e Stile

“Moratti annunciò l’acquisto dell’Inter mentre si stava provando un mio abito. Dopo i Nobel Montale mi disse che il mio frac era migliore di quello del re di Svezia”: i segreti del sarto Caraceni

In un'intervista a La Stampa, Carlo Andreacchio ripercorre oltre mezzo secolo alla guida della storica sartoria milanese. Tra i ricordi, il frac perfetto per il Nobel del poeta, lo scoop di casa Moratti e il look vistoso che quasi costò il rifiuto allo stilista tedesco

di Redazione Moda
Un segreto tramandato e la crociata contro il

Un segreto tramandato e la crociata contro il "casual friday" - 5/5

Andreacchio non è arrivato ai vertici della sartoria per scorciatoie familiari. Nonostante la proposta del suocero, preferì fare una dura gavetta esterna lavorando di notte per non sembrare raccomandato, entrando in via Fatebenefratelli negli anni Settanta “quando nessuno poteva più dire che fossi stato favorito”. Ci vollero altri dieci anni in sala taglio prima che il suocero gli rivelasse il “prezioso segreto di taglio” che la famiglia Caraceni si tramanda da quattro generazioni.

Oggi, quel segreto è passato a suo figlio Massimiliano, pronto a raccogliere il testimone dell’azienda dopo vent’anni di rigoroso apprendistato. A lui spetterà il compito di difendere la tradizione in un’epoca in cui, secondo Andreacchio, l’eleganza maschile è in declino. La colpa? “È cominciato quando abbiamo permesso all’uomo di non indossare più la giacca e la cravatta sul posto di lavoro. Fosse per me, il casual friday non esisterebbe”.

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