Moda e Stile

“Moratti annunciò l’acquisto dell’Inter mentre si stava provando un mio abito. Dopo i Nobel Montale mi disse che il mio frac era migliore di quello del re di Svezia”: i segreti del sarto Caraceni

In un'intervista a La Stampa, Carlo Andreacchio ripercorre oltre mezzo secolo alla guida della storica sartoria milanese. Tra i ricordi, il frac perfetto per il Nobel del poeta, lo scoop di casa Moratti e il look vistoso che quasi costò il rifiuto allo stilista tedesco

di Redazione Moda
Lagerfeld

Lagerfeld "rimandato" e il segreto di casa Moratti - 4/5

Non tutti i grandi nomi, però, ebbero vita facile per entrare nella ristretta cerchia dei clienti Caraceni. Lo stilista Karl Lagerfeld, ad esempio, rischiò di essere scartato. Il motivo? “Si è presentato la prima volta da noi con il codino, una mantella nera e una camicia a scacchi bianca e rosa. E poi la cravatta verde pisello. Diciamo che era abbastanza vistoso”. Accettato solo grazie alla raccomandazione di un carissimo cliente, il tedesco si rivelò una sorpresa: “Ci ha inviato diversi biglietti per ringraziarci: ha detto che lo abbiamo cambiato sia come uomo che come professionista”.

La fiducia incrollabile dei clienti si è spesso tradotta in rivelazioni involontarie di segreti industriali e sportivi. Mantenere l’arredamento invariato nei decenni, spiega Andreacchio, “serve a favorire la nascita di rapporti di amicizia, a volte persino di confidenza”. Proprio in quel salottino, mentre provavano i vestiti, il sarto assistette a un pezzo di storia del calcio: “Ero con loro nel salotto quando Massimo ha comunicato al fratello (Gian Marco Moratti, ndr) che avrebbe comprato l’Inter”. Nessuna fuga di notizie, ovviamente: “Sapevano che non avrei mai raccontato a nessuno quello che sentivo”.

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