Moda e Stile

“Moratti annunciò l’acquisto dell’Inter mentre si stava provando un mio abito. Dopo i Nobel Montale mi disse che il mio frac era migliore di quello del re di Svezia”: i segreti del sarto Caraceni

In un'intervista a La Stampa, Carlo Andreacchio ripercorre oltre mezzo secolo alla guida della storica sartoria milanese. Tra i ricordi, il frac perfetto per il Nobel del poeta, lo scoop di casa Moratti e il look vistoso che quasi costò il rifiuto allo stilista tedesco

di Redazione Moda
La verità di Carlo Andreacchio sull'orologio di Agnelli - 2/5

La verità di Carlo Andreacchio sull'orologio di Agnelli - 2/5

Tra le figure di “grandissimo spessore” che hanno varcato la soglia dei locali di via Fatebenefratelli, rimasti identici dal 1946, spicca Gianni Agnelli. L’Avvocato, icona globale di stile, era solito stupire persino all’arrivo: “Difficilmente arrivava con l’autista: se c’era, lo faceva accomodare nel posto del passeggero e guidava lui”.

Andreacchio svela a La Stampa un dettaglio inedito su una delle “uscite” stilistiche più celebri e copiate di Agnelli: l’iconico orologio allacciato sopra il polsino della camicia. “Non era mica una sua invenzione”, precisa il sarto. “Lo aveva visto fare ad alcuni uomini in Argentina: indossavano camicie di seta i cui polsini rischiavano di rovinarsi a contatto con gli orologi. Così hanno cominciato a portarli sopra il polsino, per proteggerlo. L’avvocato Agnelli ne è rimasto colpito e l’ha voluto replicare”.

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