Le voci del Salento tra Costituzione, pacifismo e l'omaggio ai morti in mare - 6/7
Il cuore pulsante del rito è però rimasto saldo nelle voci graffianti dei solisti dell’Orchestra Popolare — un ensemble formidabile composto da Antonio Amato, Dario Muci, Salvatore Galeanda, Consuelo Alfieri, Alessandra Caiulo, Ninfa Giannuzzi, Enza Pagliara, Giancarlo Paglialunga e Stefania Morciano — veri e propri custodi della materia più autentica del Salento. È grazie a loro che il tema del Mediterraneo ha smesso di essere una semplice cornice teorica per farsi carne e suono. Lo si è avvertito nell’interpretazione drammatica di Consuelo Alfieri, che ha trasformato le strofe de Lu rusciu de lu mare in una straziante evocazione dei morti in mare, o nell’affondo ritmico di Giancarlo Paglialunga sulle note della Pizzica di San Nicola.
Il palco ha saputo farsi anche megafono di urgenze civili: Alessandra Caiulo ha riletto Dammi lu ricciu come una delicata pop ballad per lanciare un netto monito pacifista (“Noi scegliamo le mani per salvare la gente, contro le armi”), prima di regalare alla piazza Fior di libertà, il brano del giovane compositore Simone Frezza costruito sulle parole di Piero Calamandrei, a suggello dell’omaggio per gli 80 anni della Costituzione e della Repubblica. Le radici pugliesi si sono poi espanse verso nord con Enza Pagliara, protagonista di una vertiginosa tarantella del Gargano, per esplodere infine nella fisicità di Antonio Amato: vero e proprio tsunami umano in Aria Gaddhipulina, ha cantato, ballato e chiuso la sua trascinante esibizione come da prassi con il celebre “eh-oh” di Freddie Mercury.