L'apertura solenne e la macchina perfetta - 2/7
Ieri sera, davanti a oltre 150 mila persone e sostenuto da una macchina organizzativa collaudata e impeccabile, il rito si è compiuto ancora una volta. L’inizio è stato denso di significato istituzionale: le note dell’Inno d’Italia, riarrangiate dal maestro concertatore Ermal Meta e scandite dai tamburelli, hanno celebrato gli 80 anni della Repubblica, mentre sui maxischermi scorrevano le suggestive immagini delle teche Rai del 2 giugno 1946. La scaletta ha regalato fin dai primi istanti un’immersione totale nella tradizione, aprendo alla grande con alcuni dei brani più celebri del Salento. A infiammare subito la platea è stata la magistrale e viscerale interpretazione di Alessandra Amoroso, che ha dominato il palcoscenico con Santu Paulu meo de le tarante.
A guidare la serata, con una conduzione fluida, istituzionale ma sempre empatica, la nuova coppia formata da Ema Stokholma e Aurora Leone, che si sono tolte i tacchi sul palco e non hanno trattenuto qualche passo di danza per mescolarsi all’energia della piazza. Dal gioco di battute sulla inconfondibile “erre” arrotolata di Ema, all’entusiasmo di Aurora, che ha ribattezzato Melpignano come “maggiore di Ibiza”.