Un inizio solenne, potente e profondamente radicato nella memoria collettiva. Il Concertone della Notte della Taranta 2026 ha preso il via sul prato di Melpignano con un’inedita e suggestiva versione dell’Inno di Mameli, riarrangiato ritmicamente dal maestro concertatore Ermal Meta ed eseguito dall’Orchestra Popolare tra il battito incalzante dei tamburelli e gli archi della tradizione.
Come mostrano le immagini del video, a fare da cornice visiva all’esecuzione sono stati i giganteschi ledwall del palco, accesi con i colori della bandiera italiana e animati dai filmati storici conservati dalle Teche Rai. Scorrono i fotogrammi del 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale che segnò la nascita della Repubblica e che – come aveva sottolineato alla vigilia Massimo Bray, presidente della Fondazione Notte della Taranta – spinse gli italiani a riversarsi nelle piazze “convinta che quella scelta fosse quella giusta perché significava democrazia”.
A raccogliere quell’eredità è stata la marea umana di oltre 150mila persone radunata davanti all’ex Convento degli Agostiniani, che ha accompagnato l’esecuzione intonando ogni verso all’unisono. Sul palco ha fatto il suo debutto anche la coppia alla conduzione: accanto a Ema Stokholma c’è Aurora Leone, alla sua prima esperienza a Melpignano. Una delle novità centrali di questa edizione, con le due presentatrici che abbandonano il backstage per scendere direttamente sulla scena e diventare parte integrante dello spettacolo.