Il ruolo di Barbieri in tv e l'incubo della burocrazia italiana - 2/5
Dietro il personaggio televisivo c’è però la consapevolezza di aver inciso profondamente su un comparto che, prima del suo arrivo, “era rimasto agli anni Settanta”. Barbieri rivendica il valore formativo e culturale dei suoi format, da 4 Hotel a MasterChef. “Ora c’è più informazione concreta, più consapevolezza”, spiega. “Da tempo, ormai, non si va al ristorante solo per riempirsi la pancia, o in hotel solo per mettersi un tetto sopra la testa. Modestamente, un poco, pochissimo, c’entra anche Bruno Barbieri”.
Il programma ha generato occupazione e spronato gli albergatori ad aggiornarsi, ma l’imprenditoria dell’accoglienza in Italia si scontra quotidianamente con ostacoli sistemici. “In Italia è proprio difficile, c’è ancora troppa burocrazia, per gli imprenditori è un incubo di carta bollata ed è un peccato perché poi, quando c’è da lavorare, noi italiani restiamo i migliori”. Una lentezza amministrativa che lo chef paragona al pragmatismo degli Stati Uniti (dove prima apri e poi subisci i controlli) e al rigore normativo britannico: “Per un mio ristorante a Londra ci ho messo sei mesi solo per imparare lo smaltimento dei rifiuti, e ho dovuto assumere due persone”.