La fiducia dei genitori di Carla Signoris e il ritorno a casa - 4/4
A distanza di anni, la riflessione di Carla Signoris si sposta sulla profonda differenza tra la genitorialità degli anni Settanta e quella contemporanea, segnata da una maggiore ansia e iperprotezione. I suoi genitori, pur avendola avuta dopo i quarant’anni, acconsentirono al viaggio coast to coast senza opporsi. “Sì, e ancora mi domando come abbiano fatto. Se fossi stata al loro posto, i miei due figli io li avrei legati… ma papà e mamma, che mi avevano avuta dopo i 40, si fidavano di me. Ed erano altri tempi”. L’attrice sottolinea come il contesto sociale fosse percepito diversamente: “La percezione del pericolo era attenuata. Droga e violenza esistevano anche allora ma c’era meno informazione e si viveva più tranquilli. Oggi invece qualunque cosa genera ansia e noi genitori manifestiamo un senso di protezione esasperato nei confronti dei figli. Pensare che all’epoca del mio viaggio non c’erano i cellulari e io chiamavo casa con i gettoni una volta alla settimana”.
Il viaggio si concluse a New York in un ostello della YMCA, chiudendo un cerchio formativo ineguagliabile che precedette la sua iscrizione alla facoltà di Architettura (poi abbandonata per la recitazione). “Sapevo di essere cresciuta ed ero felice di aver superato, come in una favola, la prova più significativa della mia vita”, conclude Signoris. “Ringrazierò sempre i miei genitori di avermi mandata così lontano, permettendomi di diventare grande”.