La prossima volta che un’app vi chiederà di seguirvi mentre usate iPhone o iPad, potreste trovarvi davanti a una schermata diversa da quella che conoscete oggi. Apple sta infatti cambiando il modo in cui viene chiesto il permesso di tracciare l’attività degli utenti: non viene eliminato il sistema di protezione della privacy introdotto nel 2021, ma cambia il modo in cui quella scelta viene presentata. La decisione arriva dopo il confronto con l’autorità antitrust tedesca e porta con sé una conseguenza importante: le modifiche non resteranno limitate alla Germania, ma saranno estese alla maggior parte dell’Unione europea, Italia compresa.
È un cambiamento apparentemente piccolo, fatto di schermate, colori e parole. Ma, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, dietro c’è una questione molto più grande: chi decide come deve essere presentata una scelta sulla privacy? E quanto è davvero libera quella scelta quando una piattaforma controlla sia il sistema operativo sia una parte consistente dell’ecosistema di servizi e pubblicità?
È proprio su questo terreno che Apple ha raggiunto un accordo con il Bundeskartellamt (autorità garante della concorrenza e del mercato della Germania), dopo un’indagine iniziata nel 2022. Il problema non era il “Non tracciarmi”, ma come funzionava. App Tracking Transparency, conosciuta come ATT, è arrivata con iOS 14.5 nel 2021. Il suo principio è semplice: se un’app vuole utilizzare determinati dati per seguire l’attività dell’utente attraverso app e siti di altre aziende, deve prima chiedere il permesso. È uno dei sistemi con cui Apple ha costruito negli ultimi anni la propria immagine di azienda attenta alla privacy. Ma proprio quella stessa funzione è diventata oggetto di diverse contestazioni da parte delle autorità europee.