Musica

“Ha pianificato la sparatoria per vendicare il pestaggio di suo nipote, è l’unica persona che fa fatica a stare in silenzio”: Duane “Keffe D” Davis a processo per l’omicidio di Tupac Shakur

Trent'anni dopo la scomparsa del rapper di Changes, a Las Vegas è cominciato il processo contro l'uomo che avrebbe organizzato l'assassinio

di Redazione FqMagazine
L'ipotesi alternativa sul nome di chi ha premuto il grilletto - 4/7

L'ipotesi alternativa sul nome di chi ha premuto il grilletto - 4/7

Gli atti del processo hanno introdotto anche una versione alternativa sulla dinamica degli spari. Le autorità hanno a lungo creduto che a sparare fosse stato Anderson, il nipote di Davis. Ma un ex conoscente dell’imputato, Deavonta Lee, ha testimoniato che a premere il grilletto sarebbe stato in realtà Deandre “Big Dre” Smith, seduto accanto ad Anderson e con una traiettoria di tiro più libera.

Smith, morto per cause naturali nel 2004, avrebbe sparato per primo lasciando poi che fosse il compagno a prendersi il merito dell’azione. Alla guida della Cadillac c’era invece Terrence “Bubble Up” Brown, ucciso in una sparatoria a Compton nel 2015: secondo quanto racconta lo stesso Davis nel suo libro, fu lui a fare un’improvvisa inversione a U dopo aver notato Shakur salutare la folla dal finestrino della BMW, inseguendo poi l’auto del rapper fino a portare a termine l’agguato. Gli altri tre uomini a bordo della Cadillac bianca la notte dell’omicidio, sono morti nel corso degli anni. “Quando dice di essere l’unica persona in grado di raccontare cos’è successo, ha ragione”, ha sottolineato il pubblico ministero.

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