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“Ha pianificato la sparatoria per vendicare il pestaggio di suo nipote, è l’unica persona che fa fatica a stare in silenzio”: Duane “Keffe D” Davis a processo per l’omicidio di Tupac Shakur

Trent'anni dopo la scomparsa del rapper di Changes, a Las Vegas è cominciato il processo contro l'uomo che avrebbe organizzato l'assassinio

di Redazione FqMagazine
La difesa di Duane

La difesa di Duane "Keffe D" Davis: "Tutta una finzione" - 3/7

Seduto accanto al suo avvocato, Davis ha seguito l’apertura del processo in silenzio. “L’accusa vi ha appena illustrato quelle che ritiene essere le prove di questo caso – ha affermato il legale dell’imputato Michael Sanft -. Quello che vi stanno raccontando ve lo presentano come un fatto, quando in realtà si tratta di finzione”. Secondo la difesa, Davis non è stato incriminato per l’omicidio negli anni subito successivi perché le forze dell’ordine sapevano che stesse “sparando frottole”.

Per quanto riguarda i racconti di Davis nel suo libro, l’avvocato ha specificato che “non ci sono riscontri fattuali“. Inoltre, ha puntato sulla scomparsa di documenti relativi all’indagine originale e sul clima di sfiducia tra i dipartimenti di polizia di Los Angeles e Las Vegas. Sanft ha ricordato che quello di Compton è stato smantellato nel settembre 2000 per corruzione e ha definito il lavoro di uno dei detective dell’epoca “di parte”, “approssimativo” e “incompleto“. E ancora, sostenuto che il detective in pensione Clifford Mogg abbia verbalizzato ampi stralci del libro di Davis dandoli per certi, senza però verificarne il contenuto.

Quanto al libro “Compton Street Legend”, Sanft sostiene che Davis lo abbia scritto a quattro mani unicamente per fare soldi, non per dire la verità. Stando a quanto dichiarato da legale, sarebbe impossibile stabilire quali parti siano effettivamente sue e quali dell’autore Yusuf Jah, anch’egli tra i potenziali testimoni. Secondo i documenti giudiziari quest’ultimo, tra l’altro, avrebbe riferito a un investigatore di non credere che Davis abbia mai letto integralmente il proprio libro.

L’accusa ha riconosciuto che il libro sia sensazionalistico, ma ha promesso in aula di dimostrare “ciò che è vero, ciò che è un’esagerazione e ciò che è una palese bugia“, come si legge negli atti depositati. Secondo quanto emerso, Davis ha di recente dichiarato all’emittente Fox 5 di Las Vegas di non essere stato presente la notte in cui spararono a Shakur. Una versione che contrasta con quanto scritto da lui stesso. Nel libro racconta, infatti, di aver viaggiato in auto da Los Angeles a Las Vegas per assistere allo stesso incontro di pugilato a cui partecipò Shakur, con descrizioni dell’alloggio e degli eventi precedenti e successivi alla sparatoria.

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