Vacanza performance: non servono più ferie ma più pause - 4/4
La fotografia che emerge dalla ricerca porta infine a una riflessione più ampia: forse il problema non è soltanto imparare a fare vacanza, ma arrivare alla vacanza in condizioni migliori. Per la dott.ssa Persico, infatti, concentrare tutte le aspettative di recupero nelle poche settimane estive rischia di essere controproducente: “Da quanto mostrano i dati, è evidente che la vacanza, per molti, ha perso la sua funzione rigenerante. Non basta prendersi due settimane di ferie, bisogna imparare a prendersi cura di sé tutto l’anno, distribuendo micro-pause di recupero e imparando a riconoscere i segnali di stress prima che diventino insostenibili”.
La soluzione passa quindi anche da pause più frequenti e meno “performative”: un fine settimana nel quale staccare davvero, una giornata senza schermi, un’ora al giorno dedicata a sé stessi. Piccoli momenti di recupero che possono evitare di arrivare alle ferie completamente scarichi e, soprattutto, di trasformare anche quelle in un’altra occasione per sentirsi sotto pressione. La conclusione della psicologa riassume il cambio di prospettiva suggerito dai dati: “La vera sfida non è riuscire a staccare in vacanza, ma imparare a fermarsi anche quando si è al lavoro”.