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Cremazioni mai fatte, morti dimenticati negli scaffali, la truffa da incubo del funerale: il titolare di un’impresa funebre è stato condannato a 20 anni di carcere

Il 48enne Robert Bush avrebbe conservato più di 30 cadaveri all’interno della sua ditta funebre, facendo credere ai familiari che fossero stati cremati. Tra i resti rinvenuti anche quelli di un feto

di Claudio Savino
Ha speso 40mila sterline in vacanze e oltre 20mila in corse motociclistiche - 3/3

Ha speso 40mila sterline in vacanze e oltre 20mila in corse motociclistiche - 3/3

Nel corso di quasi 12 anni, scrive invece il Guardian, Bush avrebbe venduto falsi piani funerari a 226 persone per un valore complessivo superiore al mezzo milione di sterline. In diversi casi le famiglie avrebbero richiesto di destinare il denaro a enti benefici da loro scelti, ma dodici di queste organizzazioni hanno dichiarato di non aver mai ricevuto quelle donazioni e si ipotizza che Bush abbia tenuto le somme per sé.

Durante il periodo in cui avrebbe conservato illegalmente i cadaveri, il 48enne avrebbe speso più di 40.000 sterline in vacanze e oltre 20.000 in corse motociclistiche. Durante l’udienza, l’avvocato difensore, Richard Wright KC, ha dichiarato che il suo assistito desiderava chiedere scusa alle famiglie, seppur consapevole che molto probabilmente le sue parole sarebbero state respinte: “Viene trattato, in maniera del tutto comprensibile, come un reietto: odiato e disprezzato”, le parole del legale riportate dal Guardian.

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