World News

Cremazioni mai fatte, morti dimenticati negli scaffali, la truffa da incubo del funerale: il titolare di un’impresa funebre è stato condannato a 20 anni di carcere

Il 48enne Robert Bush avrebbe conservato più di 30 cadaveri all’interno della sua ditta funebre, facendo credere ai familiari che fossero stati cremati. Tra i resti rinvenuti anche quelli di un feto

di Claudio Savino
Cremazioni mai fatte, morti dimenticati negli scaffali, la truffa da incubo del funerale: il titolare di un’impresa funebre è stato condannato a 20 anni di carcere

Decine e decine di corpi lasciati in decomposizione per anni, nascosti nella sua impresa funebre, mentre i familiari delle persone decedute ricevevano ceneri che non appartenevano ai propri cari. È questa la macabra vicenda che si è consumata a Hull, una città della contea dello Yorkshire, in Inghilterra, dove Robert Bush, proprietario di una ditta di onoranze funebri, si è dichiarato colpevole di 67 reati commessi nell’arco di 12 anni e ai danni di centinaia di famiglie. Lo riportano i media britannici. L’uomo è stato condannato a 20 anni di reclusione, nella giornata di venerdì 31 luglio, con accuse come impedimento di una sepoltura legittima, frode, attività commerciale fraudolenta e furto.

Nel corso delle indagini, gli investigatori avrebbero scoperto numerosi cadaveri in decomposizione all’interno dell’impresa gestita dal 48enne. Alle famiglie delle vittime era stato detto che i corpi erano stati cremati e in alcuni casi erano anche stati consegnati i contenitori con le ceneri. “L’imputato era talmente concentrato sul proprio arricchimento da comportarsi in modo sconvolgente e vergognoso nei confronti delle persone decedute. La terribile verità è che chiunque abbia affidato un proprio caro alla Legacy (l’impresa funebre gestita da Bush, ndr) durante gli anni della sua attività non può più avere alcuna certezza sul modo in cui sia stato trattato né sull’identità della persona a cui appartengano le ceneri ricevute”, ha detto ad esempio il giudice che si è occupato del caso, Justice Hilliard.

Precedente
Precedente
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione