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Cremazioni mai fatte, morti dimenticati negli scaffali, la truffa da incubo del funerale: il titolare di un’impresa funebre è stato condannato a 20 anni di carcere

Il 48enne Robert Bush avrebbe conservato più di 30 cadaveri all’interno della sua ditta funebre, facendo credere ai familiari che fossero stati cremati. Tra i resti rinvenuti anche quelli di un feto

di Claudio Savino
Corpi rimasti per anni sugli scaffali di un’area refrigerata - 2/3

Corpi rimasti per anni sugli scaffali di un’area refrigerata - 2/3

Secondo il Crown Prosecution Service, la procura pubblica di Inghilterra e Galles, Bush avrebbe sempre assicurato alle famiglie che si sarebbe preso cura dei loro cari nel rispetto delle normali pratiche funebri. Nel marzo 2024, però, in seguito a una segnalazione sulle condizioni in cui erano custoditi i defunti, la polizia ha ispezionato il locale, rinvenendo così i cadaveri che, secondo quanto comunicato alle famiglie, sarebbero già dovuti essere cremati. Alcuni dei corpi, che sarebbero rimasti lì per anni, erano stati lasciati sugli scaffali di un’area refrigerata. In totale, gli agenti avrebbero trovato 35 corpi e più di 100 contenitori di ceneri. L’uomo è stato arrestato poco dopo l’ispezione, mentre rientrava da una vacanza in Arizona, negli Stati Uniti.

Durante la perquisizione, inoltre, un agente avrebbe anche notato un sacchetto di carta sul pavimento. Al suo interno c’erano due braccialetti ospedalieri che identificavano la vittima, un bambino che era stato perso a 18 settimane di gravidanza nel 2022. I genitori, che credevano che il corpo del figlio fosse stato cremato dopo il funerale, hanno mostrato tutto il proprio dolore durante l’udienza in tribunale: “Mi sono fidata di Rob affidandogli la persona più preziosa e importante della mia vita – ha dichiarato la madre -. La realtà con cui devo convivere adesso è che il mio bambino Sunny ha trascorso più tempo nelle sue mani di quanto ne abbia mai trascorso con la sua famiglia”, ha aggiunto la donna in lacrime.

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