La doppia intercapedine e il primo ritrovamento - 3/5
L’origine del problema è stata individuata sotto il portico, dove decenni prima il nonno aveva ricavato un piccolo vespaio per stoccare materiali edili. Esplorando l’area, Gia ha scoperto che lo spazio era in realtà diviso in due sezioni. La seconda si presentava come una minuscola camera in cemento, accessibile esclusivamente attraverso una fessura molto stretta. Vincendo la claustrofobia, la donna ha illuminato l’interno dell’intercapedine. “Ho visto due orbite e un muso. All’inizio pensavo fosse un cane”, ha raccontato. Si trattava invece del cadavere mummificato di un procione, il cui scheletro era ancora parzialmente ricoperto da pelle secca e coriacea.