Viaggi

“Non si può vivere di sassi”: le immagini impressionanti delle file chilometriche di turisti in coda per le Tre Cime di Lavaredo sono virali, lo sfogo dell’assessore

Roberto Pais analizza a Vanity Fair la gestione dei flussi dolomitici. La difesa del turismo come argine allo spopolamento e l'invito a scoprire mete alternative

Testo di Redazione FqMagazine

I numeri reali alle Tre Cime e la gestione dell'impatto ambientale - 3/5

Sul volume effettivo delle presenze, che somma chi sale a motore e chi approccia la montagna a piedi dal versante altoatesino, Pais ridimensiona la percezione di saturazione spiegando le dinamiche fisiche dell’escursione. “Per quello che ci riguarda i numeri in alta stagione sono di circa 3500-4000 persone, con qualche picco“, ha precisato. “Ma il territorio è vasto, il giro delle Tre Cime è una passeggiata di cinque ore e i turisti si disperdono, non hai la sensazione di affollamento”. Una mole di accessi che, secondo l’amministrazione, non compromette in alcun modo l’ecosistema locale: “Il territorio riesce ad assorbire questi numeri: il flusso è ben gestito, i rifugi ben organizzati e così la raccolta dei rifiuti”.

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