Viaggi

“Non si può vivere di sassi”: le immagini impressionanti delle file chilometriche di turisti in coda per le Tre Cime di Lavaredo sono virali, lo sfogo dell’assessore

Roberto Pais analizza a Vanity Fair la gestione dei flussi dolomitici. La difesa del turismo come argine allo spopolamento e l'invito a scoprire mete alternative

Testo di Redazione FqMagazine

L'effetto social delle Tre Cime e il contingentamento degli accessi - 2/5

Interpellato sulla natura eccezionale o strutturale delle code mostrate in rete, l’assessore ha contestualizzato l’accaduto, rivendicando l’efficacia delle misure di contenimento già attive sul territorio: “Il video è stato girato dopo qualche giorno di brutto tempo, in una giornata di sole in cui tutti hanno scelto di andare in gita. L’influenza dei social fa sì che tutti vogliano salire alle Tre Cime ma in realtà il sistema di contingentamento che abbiamo inaugurato l’anno scorso funziona. Abbiamo un numero limite di 800 auto che possono arrivare fino al parcheggio del rifugio, prenotando prima il loro accesso ad un costo di 40 euro ad auto, e quindi le navette, che fanno avanti e indietro a ritmo continuo da Misurina al parcheggio”.

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