Lo stile di Kotè e il rifiuto del minimalismo "di maniera" - 2/5
L’opera è il progetto vincitore della sezione speciale dedicata allo stilista all’interno del bando comunale “UAU PC! – Urban Art Unites Piacenza”, annunciato dalla sindaca Katia Tarasconi durante il Festival del Pensare Contemporaneo. Finanziato dal Ministero dell’Interno tramite il Fondo per la sicurezza urbana, con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e la partecipazione della cooperativa Abicoop, il murale si inserisce nel percorso di candidatura di Piacenza a Capitale Europea della Cultura 2033.
Evitando di replicare il rigore minimalista che ha reso celebre Armani nel mondo, Kotè ha scelto una strada personale ed eccentrica, utilizzando i toni del viola e del magenta accostati al nero, al blu e all’iconico “greige” creato dallo stilista: “Ho scelto di non imitare il suo stile, ma di raccontare l’Armani scintillante, onirico ed eccentrico che lui stesso rivendicava di essere, oltre le etichette in cui in tanti hanno provato a rinchiuderlo. Mi sono avvicinato alla sua storia con rispetto, ma usando il mio linguaggio. Vorrei che questo omaggio parlasse soprattutto ai giovani: passione, dedizione e coraggio possono trasformare un’origine semplice in una storia capace di ispirare il mondo“.
Nel dipinto, il volto dello stilista emerge sdoppiato: una metà è chiaramente riconoscibile, l’altra si scompone in una complessa trama narrativa. Si distinguono una sarta intenta a imbastire un tessuto, bozzetti di silhouette femminili, frammenti di pellicole cinematografiche e un rocchetto di filo che attraversa l’intera composizione. Sullo sfondo si delineano i ricordi geografici del legame di Armani con Piacenza: lo scorrere del fiume Trebbia a Rivalta (borgo in cui oggi riposano le sue ceneri) e le arcate del Teatro Municipale, luogo in cui l’1ica Università Cattolica gli conferì la laurea honoris causa nel 2023, richiamata dal tocco accademico che lo stilista indossa nel ritratto.