Brevetti, ristorazione e l'impegno sociale per il futuro - 5/5
Accanto all’attività clinica e accademica (ha tenuto seminari alla Statale di Milano sull’Odontoiatria Estetica del III Millennio ed è professore onorario in Cina e Bulgaria), Macrì si è distinto come giornalista scientifico, investitore nella ristorazione (con un locale con palcoscenico in via Piero della Francesca a Milano, il cui direttore artistico è Nico Colonna di Smemoranda) e mente creativa con diversi brevetti depositati. Tra le sue invenzioni figura un’app pionieristica per la mappatura dei tumori cutanei (“quella ormai è superata dall’Intelligenza artificiale”) e un’idea purtroppo bocciata dalle logiche commerciali delle multinazionali: “Gli occhiali passepartout, nei quali puoi aggiungere o togliere le lenti a seconda di cosa stai facendo. Avevo contattato un famoso produttore di occhiali, ma mi ha risposto che il loro obiettivo è venderne più paia, non uno soltanto”.
Con tre figli avviati alla carriera professionale (Saverio penalista che si occupa molto dei diritti delle donne, Luigi medico e odontoiatra, Lorenzo dentista e giornalista sportivo), Macrì non ha alcuna intenzione di ritirarsi: “Pensione? Ho ancora molto da fare! Nel prossimo decennio voglio dedicarmi all’odontoiatria geriatrica. Arrivano novantenni che mi chiedono gli impianti, ma per curarli bisogna avere un approccio globale, perché in tarda età si assumono farmaci particolari, non si può improvvisare”. C’è spazio anche per un nuovo progetto solidaristico, battezzato “Il martedì del sorriso”: “Voglio aprire il mio studio a pazienti che non hanno l’Isee basso, ma che non sono nemmeno benestanti: la vecchia classe media scomparsa. Per loro farò prezzi calmierati”. L’intelligenza artificiale, conclude il medico, non sostituirà la professione nei prossimi decenni: “Sicuramente non nei prossimi decenni. Per adesso ci aiuta a prendere le impronte con più precisione”.