L'affondo sui social e il "rifugio" nell'opera lirica - 5/5
Signorini riserva infine parole severe al mondo dei social network, definendoli irrilevanti per il successo dei formati televisivi ma colpevoli di alimentare dinamiche d’odio: “I social sono una bolla, non influenzano neanche dell’1% lo share di un programma tv. Se un programma ha successo o no, non dipende dai social. Me ne sono accorto durante il Grande fratello. Persone esaltate dai social e stroncate dal televoto. Il sistema dei social favorisce i leoni da tastiera. Io dico: ciascuno deve poter esprimere un’opinione e una critica. Però deve essere responsabilizzato. Quando esprimo un’opinione devo avere un nome e un cognome e assumermi le responsabilità. Dovrebbe essere una battaglia comune tra le forze politiche”.
Oggi, l’ex conduttore sembra voler archiviare la pagina della televisione generalista per rifugiarsi nel registro colto della musica classica, avendo firmato la regia della Bohème di Puccini all’Arena di Verona: “La televisione non mi manca. Prendo lezioni di pianoforte due ore al giorno dal mio vecchio maestro di 78 anni. La musica è diventata ancora più importante. Non è detto. Non escludo che la televisione torni nella mia vita. Ma lo slancio glielo ha ridato l’applauso all’Arena di Verona dove ho firmato l’allestimento della “Bohème”: niente parole ma mi è arrivato al cuore”.