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“A teatro a Roma, nel foyer pieno di gente Bonaccorti va incontro a Baudo ‘Pippo, dovrei fare una telefonata’. Lui urla ‘un telefono per lei’. In 10 secondi ne è arrivato uno con prolunga”: così Fabio Fazio

Il conduttore di "Che Tempo Che Fa" ricorda il grande presentatore siciliano a un anno dalla sua scomparsa

di Redazione FqMagazine
“A teatro a Roma, nel foyer pieno di gente Bonaccorti va incontro a Baudo ‘Pippo, dovrei fare una telefonata’. Lui urla ‘un telefono per lei’. In 10 secondi ne è arrivato uno con prolunga”: così Fabio Fazio

“Baudo poteva tutto, una volta ho assistito a una scena incredibile”. È passato un anno dalla morte di Pippo Baudo, grande conduttore che ha attraversato sessant’anni di televisione italiana, facendo appassionare migliaia di spettatori alle sue trasmissioni. Fabio Fazio lo ha ricordato con affetto in un’intervista a La Repubblica e ha condiviso un particolare aneddoto: “Vado in un teatro a Roma e lo vedo nel foyer, strapieno di gente. Enrica Bonaccorti gli va incontro: ‘Pippo io dovrei fare una telefonata’. Lui urla: ‘Un telefono per Enrica‘. In dieci secondi arriva un telefono con la prolunga”.

Per Fazio, Baudo era speciale. “Aveva carisma, è stato lui stesso un format prima dell’esistenza di questa parola – ha sottolineato -. Costruiva programmi che avevano un indiscutibile riconoscibilità. Il suo era un canone estetico ultrapop, diventato grammatica televisiva”.

Il conduttore originario di Militello in Val di Catania si inventò Sanremo, come oggi lo conosciamo: “Le cinque serate, la gara di canzoni. Creò il varietà, con l’orchestra di Pippo Caruso, il balletto”. Fazio, però, non ci ha mai lavorato insieme “ed è il mio rammarico. Però è venuto spesso ospite da me e ho avuto l’occasione di fare interviste molto belle, come intercorrevano telefonate affettuose”.

La prima volta che l’ha incontrato è un ricordo che non può dimenticare: “Lo guardavo come si guarda la tv, senza interagire”. Fazio faceva le imitazioni nella trasmissione “Loretta Goggi in quiz” e avevano invitato Baudo come ospite. “Non pensavo di poter dire niente di decente, ma fui ammesso in quella saletta: parlava con Bruno Voglino. Ricordo l’emozione, come assistere al lancio sulla luna”. Per il conduttore di “Che Tempo Che Fa”, “Baudo era la Rai, aveva il Dna Rai, quell’incontro tra interclassismo per cui si doveva parlare a tutti, e tv pedagogica”.

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