Le testimonianze dei camerieri tra rassegnazione e spiegazioni - 3/4
“Sono stati tutti molto gentili. Sono rumorosi, allegri, davvero simpatici”, ha raccontato Louise Daggett, cameriera del McCarthy’s Pub NYC, al New York Post. “Ma molti rimangono perplessi davanti al rituale americano di firmare lo scontrino e calcolare la mancia”. Una confusione diffusa che costringe quotidianamente Daggett e molti colleghi a fare da “insegnanti”, spiegando ai tavoli come funziona il meccanismo e perché quei dollari extra siano vitali per la loro sussistenza.
C’è anche, però, chi mostra maggiore empatia verso le tasche dei tifosi, provate dalle spese logistiche della trasferta calcistica: “Hanno già speso moltissimi soldi solo per arrivare fin qui. Personalmente non mi preoccupo troppo delle mance”, ha minimizzato Cathal Reynolds, barista del Garvey’s Irish Pub di New York, sempre ai microfoni del quotidiano statunitense.