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Morto a 50 anni lo chef Marco Barsi: ha avuto un malore nella sua cucina a Forte dei Marmi

Il cuoco si è sentito male mentre riordinava al termine del servizio. Il sindacato Usb richiama l’attenzione sui rischi del caldo estremo nella ristorazione e nel turismo

di Redazione FqMagazine
Morto a 50 anni lo chef Marco Barsi: ha avuto un malore nella sua cucina a Forte dei Marmi

Aveva appena concluso il turno di lavoro quando si è sentito male. Marco Barsi, chef di 50 anni residente a Strettoia, nel Lucchese, è morto dopo un improvviso malore mentre si trovava all’interno della cucina dello stabilimento balneare di Forte dei Marmi, dove lavorava. L’uomo aveva terminato il servizio e si stava occupando delle ultime operazioni prima di lasciare la cucina. A un certo punto si sarebbe chinato per pulire una macchia sul pavimento. Poco dopo avrebbe iniziato a sudare in maniera anomala e le sue condizioni sarebbero peggiorate rapidamente.

A prestargli i primi soccorsi sarebbe stato il titolare dello stabilimento, che ha immediatamente allertato il 118. Barsi ha perso conoscenza ed è stato trasportato in ospedale in codice rosso. Nonostante i tentativi di salvarlo, è deceduto. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un colpo di calore, considerato il caldo intenso di questi giorni e le circostanze in cui si è verificato il malore. Saranno gli accertamenti a chiarire le cause della morte. Barsi era rientrato in Toscana lo scorso anno dopo aver trascorso circa vent’anni in Germania, dove aveva maturato una lunga esperienza professionale.

La denuncia dell’Usb dopo la morte dello chef

Sul caso è intervenuta anche l’Usb, che ha sollevato il tema della sicurezza dal caldo nel settore della ristorazione e del turismo. Il sindacato sostiene che le attuali ordinanze regionali contro le alte temperature tutelino soprattutto lavoratori di edilizia, agricoltura e cantieri, lasciando invece fuori dal perimetro automatico di protezione chi opera nelle cucine, negli stabilimenti balneari e sulle spiagge. Per l’Usb, la morte di Barsi non può essere liquidata come una semplice fatalità: “Questa non è stata una fatalità, ma la conseguenza diretta di un sistema che considerare accettabile fare lavorare le persone in condizioni estreme pur di non fermare la macchina della stagione turistica. Nelle cucine il calore dei fornelli dei fornelli si somma a climatizzazione insufficiente o assente”, sostiene la sigla.

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