Baton Rouge: radici profonde e modernità - 2/3
Baton Rouge si trova nel cuore del South Louisiana, affacciata lungo lo scorrere del Mississippi. Venne fondata dai francesi nel 1699 proprio per controllare l’accesso al grande fiume, e battezzata “bastone rosso”, in riferimento ai picchetti di cipresso dipinti di rosso che segnavano il confine tra i territori di caccia di due tribù native americane locali, gli Houma e i Bayagoula. Vivace, moderna e in simbiosi con questo imponente corso d’acqua, attraversato dal Horace Wilkinson Bridge, conosciuto come “Ponte nuovo”, uno dei simboli della città.
Il legame con il Mississippi è profondo, rappresentato anche dal “Sing the River”, opera d’arte che simboleggia proprio questa unione, sulla quale si specchia lo skyline cittadino, installata lungo la passeggiata ciclabile che costeggia il fiume. Sono altre due le icone urbane da non perdere, lo State Capitol, il grattacielo a forma di T rovesciata in perfetto stile Art Déco degli anni ‘30, eretto per volere dell’ex governatore e senatore USA Huey Long (34 piani per 137 metri di altezza, dalla cui terrazza panoramica è possibile ammirare una splendida vista sulla città). L’altro è l’affascinante Louisiana Old State Capitol, lo storico edificio governativo in stile neogotico rivisitato e restaurato nel 1849 a causa di un rovinoso incendio. Tutt’oggi viene chiamato il “Castello della Louisiana” per la struttura principesca. Si narra inoltre che nelle sue sale, oggi sede di un interessante museo dedicato alla travagliata storia di questo stato, vaghi ancora il fantasma di Sarah Morgan Dawson, una delle proprietarie che tanto amò questa tenuta. Basta recarsi all’interno per comprenderne la ragione: dal piano terra si sale attraverso la scenografica scala elicoidale, sormontata da una cupola in vetro colorato, una delle architetture più spettacolari di tutta la Louisiana.
Baton Rouge è una città giovane e cosmopolita, complice la presenza della prestigiosa Southern University, la più grande università afroamericana degli States. L’area studi e gli alloggi sono situati a sud-ovest dal centro: qui è tutto un susseguirsi di confraternite, distinguibili dalle lettere dell’alfabeto greco appese all’uscio, una precisa classificazione che detta le regole del campus anche se ai nostri occhi ricordano innumerevoli scene da film. Altro cliché cinematografico l’iconico Tiger Stadium, dove gioca la squadra di football americano dell’Università, rappresentata da una mascotte d’eccezione, Mike The Tiger, un esemplare felino in carne ed ossa perfettamente accudito e tutelato che vive in un’area adibita a poca distanza dagli spalti.
La città offre un concentrato di America autentica, dalle passioni ai piaceri, inclusi quelli della buona tavola, come le proposte del rinomato Elsie’s Plate & Pie, ristorante/pasticceria riconosciuto dalla guida Michelin 2025, dove assaggiare le classiche “American Pies”, le famose torte dolci e salate e i piatti tipici della cucina del Sud. Il buon cibo è cultura a Baton Rouge, lo conferma anche l’interessante esposizione al Capitol Park Museum, museo statale della Louisiana che offre un panorama completo dello Stato più vivace d’America: dalle tradizioni culinarie, a quelle musicali, capeggiate da intramontabili protagonisti come Louis Armstrong e Huey P. Long, dal Mardi Gras, l’evento clou di uno dei carnevali più divertenti, variopinti e spettacolari del mondo, alle pillole di storia, dal commercio lungo il fiume Mississippi, che ha contribuito alla costruzione della nazione, alle ricchezze del Golfo del Messico, fonte di sostentamento per la popolazione. Per approfondire il passato della città e della vita rurale che ha contraddistinto per secoli la quotidianità della Louisiana, da non perdere il LSU Rural Life Museum, un excursus della vita nel XIX secolo, con una panoramica esaustiva sulle luci e le ombre che contraddistinsero quest’epoca.
The Northshore, relax e buona tavola
Dalla Capitale si viaggia verso Sud-Est attraversando le campagne verdissime dello Stato. Prima tappa nel Northshore, nella contea di St. Tammany, a un’ora di distanza da Baton Rouge e dalla costa del Golfo del Mississippi. Qui vige una parola d’ordine: relax. Non è un caso se viene chiamata la “Easy Escape” della Louisiana, affacciata sulle calme acque del Lago Pontchartrain, il secondo bacino lacustre salato più grande degli Stati Uniti, attraversato da un ponte dei record, il secondo più lungo del mondo che misura la bellezza di 38,5 chilometri.
L’immediato entroterra è uno spaccato di vita autentica dove spuntano centri pittoreschi come Covington. Qui il tempo sembra essere sospeso, tra piccole gallerie d’arte e negozietti vintage lungo le strade principali, e persino teerie dal sapore british come l’English Tea Room, che seleziona più di 200 tipologie di miscele da gustare con specialità come la Shepherd’s pie, in omaggio all’eredità del Commonwealth. Tutt’attorno case in legno con tanto di porticati, sedie a dondolo e qualche gatto che vaga indisturbato nella quiete del proprio giardino dall’erba perfettamente falciata. Questa piccola realtà si distingue per la proposta enogastronomica che consolida l’alto livello culinario della contea con ristoranti rivelazione. Il Feliciana Bistrôt & Bar, proposta orchestrata dalla Chef Patrick Teagle, è tra i più rinomati. Qui il raffinato menù francese celebra i prodotti locali freschissimi, aprendo le danze con una selezione di frutti di mare del Golfo come antipasto misto per poi passare al main course con il pescato del giorno. A fare la differenza anche la produzione di birra locale, capace di diffondere una vera e propria cultura del bere consapevole e responsabile. Abita Brewing Company è uno dei principali birrifici artigianali americani, il più grande del Sud-Est, che offre ai visitatori la possibilità di partecipare ad un tour guidato per scoprire il processo di produzione della birra che utilizza rigorosamente ingredienti locali, con degustazione finale per assaggiare decine di varietà differenti.
Altra tappa all’insegna del relax e della buona tavola, la cittadina di Slidell dove si trova una vera e propria istituzione: Palmettos on the Bayou. La location è già una suggestione: per “Bayou” si intendono i corsi d’acqua lenti, i canali labirintici e le zone paludose che caratterizzano il sud della Louisiana. Ed è proprio sull’acqua che affaccia questo place to be del brunch, dove assaggiare le migliori proposte della cucina locale, che qui incontra influenze creole e “cajun”, tradizione gastronomica country-style che combina sapori Francesi e del Sud, il tutto accompagnato da musica jazz dal vivo. Pit stop in città per ammirare la strada più variopinta del Northshore, nonché punto di riferimento della città vecchia di Slidell, l’Antique Umbrella Alley, una rete creata da 80 ombrelli sospesi e intrecciati che colorano il cielo. Altra tappa naïf è il delizioso Old Town Soda Shop: arredamento anni ‘50, jukebox, gelati e “snowballs” (granite) in tutte le salse, ma non proposte “convenzionali”: dal gusto “honeymoon pie”, all’ “unicorn cookies”. Il consiglio è scegliere per colore, la dolcezza è assicurata.