Viaggi

Dalla capitale sul Mississippi alle paludi incontaminate di St. Tammany: la Louisiana che non ti aspetti

Dalla moderna Capitale affacciata sul fiume più importante degli Stati Uniti, alle paludi selvagge, paradisi di biodiversità popolati da alligatori. Un viaggio che attraversa una terra verdissima, il giardino degli Stati Uniti meridionali, amalgama di cultura, creatività e spiritualità, dove regna la “Joie de vivre”

Testo di Elena Bittante
Dalla capitale sul Mississippi alle paludi incontaminate di St. Tammany: la Louisiana che non ti aspetti

C’è un aspetto che non passa inosservato in Louisiana: le persone. I loro sorrisi sono il benvenuto in questo stato del Sud, una gentilezza autentica di chi non vive l’accoglienza come un prerequisito turistico ma la considera un invito sincero a condividere il piacere dello stare assieme. Forse un retaggio atavico, quello di una fusione di culture alla base della società, un mosaico di tradizioni americane e franco-spagnole unite all’influenza delle comunità afro caraibiche. È questo che la rende speciale, e gioiosa, nonostante un passato legato alla schiavitù, memoria consapevole capace di trasformare il rancore in una visione aperta e tollerante. Un’identità multiforme quella della Louisiana, e illuminata, in cui coesistono cattolicesimo e atavici rituali voodoo, musica jazz e blues, ma anche ritmi rock, hip-hop e una delle scene rapper più influente degli ultimi tempi.

La cucina poi è un incontro felice, uno dei ricettari più apprezzati degli Stati Uniti che mixa saperi creoli a influenze caraibiche con immancabili sfizi, a cominciare dalla doratura perfetta delle patatine fritte, da tuffare nella Louisiana Hot Sauce a base di peperoncini di Cayenna, alternativa un po’ meno spicy a vossignoria il Tabasco, re del barbeque domenicale. Ma un buongiorno non può essere tale se non si comincia con un vassoio di beignets calde, le soffici e fragranti frittelle ricoperte da un generoso strato di zucchero a velo, da accompagnare a un café au lait. L’influenza francese in cucina si fa sentire, così le note esotiche e speziate del leggendario gumbo, la zuppa a base di riso con pollo e salsiccia o gamberi, e quelle della jambalaya, piatto creolo per eccellenza a base di riso, carne di pollo o salsiccia, cipolle, peperoni, sedano e spezie, con possibile aggiunta di frutti di mare, un “mix&match” che è una meraviglia, da annaffiare con dell’ottima birra artigianale, molto più di un semplice brindisi, un fiore all’occhiello della produzione locale, sinonimo di lavoro, conoscenza e tradizione, tanto da coniare il detto “Culture on tap”, “Cultura alla spina”.

La Louisiana poi è natura che conquista con infinite sfumature di verde. L’eden generoso che oggi allieta lo sguardo determinò il passato coloniale e lo sfruttamento della manodopera nei campi di canna da zucchero, indaco e cotone, ma anche tutta la forza e la resilienza di tenaci protagonisti, costretti a vivere nella miseria e nella fatica mantenendo pur sempre orgoglio e dignità. Le eleganti case coloniali ombreggiate da spettacolari querce secolari, sono monito e meraviglia storica e architettonica, e i loro giardini, impreziositi da laghetti ricolmi di ninfee, sono incantevoli aree dove passeggiare e rilassarsi ascoltando il cinguettio di qualche Papa della Louisiana, uno degli uccelli più colorati al mondo. Tutt’altra adrenalina nelle aree paludose del Sud-Est dello stato, dove spazia la natura selvaggia, habitat di alligatori e di una ricca fauna e avifauna. La Louisiana è un susseguirsi di sorprese, dalle destinazioni più conosciute alle mete da scoprire: abbiamo viaggiato con Travel South USA, l’ente ufficiale di promozione turistica della regione degli Stati Uniti meridionali, per scoprire un itinerario alternativo: dalla vivace Capitale Baton Rouge per poi esplorare il Northshore e le paludi di St.Tammany Parish, splendide aree a nord di New Orleans, un tuffo nell’America più autentica.

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