Myrta Merlino e il libro sulla madre e la sua malattia - 2/3
In questo anno di assenza dalla tv non è stata con le mani in mano. È diventata portavoce di Change the World model UN, “una straordinaria occasione per i giovani che possono entrare in contatto con le istituzioni internazionali”, un progetto che coinvolge 10mila ragazzi ogni anno, e si è concentrata sulla sua vita privata. “Ho avuto un rapporto diverso con i miei figli che ho sempre seguiti ma con l’ansia di una donna che fa mille cose”, confessa. In questo “tempo lento” ha iniziato anche a scrivere un libro, spinta da Elisabetta Sgarbi de La nave di Teseo. Un racconto che definisce “non facile”, perché parla della madre, la sinologa Annamaria Palermo. “Una grande madre non convenzionale che mi ha insegnato a essere fiera, indipendente e autonoma”, spiega.
La sinologa andò in Cina a lavorare e lasciò Myrta e i suoi fratelli a Napoli: “Da una parte è stato il mio problema e io sono stata molto diversa da lei con i miei figli. La sua libertà ce la ha imposta e ho dovuto a fare pace con la paura dell’assenza”. Poi, quando Myrta è diventata adulta, la madre è diventata una spalla fondamentale per lei e proprio l’anno in cui ha conosciuto il compagno Marco Tardelli, la mamma si è ammalata. “In quegli 11 mesi che ci rimanevano dal giorno terribile della sentenza dei medici ci siamo raccontate e lei mi ha consegnato pezzi di sé, storie familiari. Ho affrontato tutto questo e la perdita con Marco al mio fianco cosa che dà al nostro legame una forza speciale”.