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Ultimo aggiornamento: 19:12

“Israele ha fatto bene a radere al suolo Gaza”. Bagarre a La Zanzara tra Mizrahi “definisci bambino” e il giornalista Balzano

"Sei un mostro, vergognati". Savino Balzano esplode in diretta con il presidente dell'Associazione Amici Italia-Israele, noto per lo scontro con Iacchetti
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Bagarre furibonda a La Zanzara (Radio24) durante un acceso confronto sui crimini israeliani a Gaza. Al centro dello scontro verbale c’è Eyal Mizrahi, presidente dell’Associazione Amici Italia-Israele, già noto per il durissimo faccia a faccia televisivo con Enzo Iacchetti, culminato nella frase diventata virale: “Definisci bambino”. Dall’altra parte, Adriano, ex funzionario della polizia locale milanese e attivista per i diritti palestinesi. In collegamento anche il giornalista Savino Balzano.
Ad aprire le danze è David Parenzo, che introduce Mizrahi come “un vecchio amico” e “grande eroe e grande carrista”, tornando anche sulla polemica con Iacchetti: “È stato vittima di un linciaggio mediatico da parte di un signore che gli ha messo in bocca parole che voleva esprimere diversamente”.
Poi spernacchia l’altro ospite dubitando della sua identità politica di uomo di sinistra. Ma Adriano ribatte: “Parenzo, tu stai alla sinistra come Vannacci sta a Potere al Popolo. Non sei sionista: sei il peggio dei sionisti”.
Mizrahi reagisce di scatto: “Ma cosa hai contro i sionisti? Sai almeno cosa significa esserlo? O sei sionista o sei nazista. Sionista vuol dire riconoscere agli ebrei il diritto ad avere uno Stato come tutti gli altri popoli”.
Ma quando l’ex agente gli chiede se riconosca la Palestina, la risposta è spiazzante: “Perché? Esiste lo Stato di Palestina? È riconosciuto solo dall’Onu, ma devono ancora costruirlo”.

Da lì in poi il confronto deraglia rapidamente. Adriano definisce “marce” le idee del suo interlocutore. Mizrahi ribatte evocando il rapporto storico tra il Gran Muftì di Gerusalemme e Hitler: “Quando vedo la bandiera palestinese al corteo del 25 aprile, per me è come vedere una svastica. Il muftì era seduto con Hitler a organizzare l’assassinio degli ebrei”. Poi prova a smorzare: “Io non ho nulla contro i palestinesi. Molti sono persone perbene. Il problema è che sono controllati da gruppi terroristici”.
A quel punto Cruciani entra nel tema delle vittime civili a Gaza. Mizrahi sostiene che i numeri siano impossibili da verificare: “Non si sa quanti siano davvero i morti, almeno finché non vedo la lista di tutti i nomi e cognomi”.
E aggiunge: “Hamas paga 50mila vedove, quindi significa che almeno 50mila combattenti sono morti”. Poi arriva la frase destinata a incendiare ulteriormente il dibattito: “Hamas arruola ragazzi di 14 anni, negli ultimi mesi anche di 12. Se un dodicenne ti punta addosso un mitra o un lanciarazzi, è un soldato”.
Adriano insorge: “Ma quale guerra? La guerra si combatte tra eserciti. Voi siete un popolo genocidiario”.

L’attivista accusa poi Israele di aver “voluto” il 7 ottobre e paragona il governo Netanyahu ai nazisti. Mizrahi lo liquida dandogli del “deficiente”, insiste nel sostenere che i “70mila morti di Gaza siano in realtà 70mila combattenti” e accusa: “Sono tre anni che vi lavano il cervello con foto e filmati fasulli su Gaza“.
Quando Cruciani gli chiede se Israele abbia fatto bene a radere al suolo Gaza, Mizrahi non arretra di un millimetro: “Sì, assolutamente. Erano obbligati. Non hanno ammazzato la gente: spostavano continuamente i palestinesi a destra e a sinistra”.
Poi cambia leggermente idea: “È una guerra, ok. Sono morte un sacco di persone”.

Quindi, giustifica la linea militare israeliana come una necessità geopolitica dopo il 7 ottobre: “I palestinesi hanno preso gli israeliani con i pantaloni calati. Gli hanno fatto un culo che la metà basta. In Medio Oriente un paese che viene preso per debole non ha diritto di vivere. È un ambiente da pescecani. E quindi bisognava dare una botta forte, a costo di fare un casino. Un altro paese – continua – avrebbe bombardato a tappeto senza dire niente a nessuno. L’hanno fatto gli americani in Siria. Israele invece non ha bombardato a tappeto. Continuava a mandare avvertimenti alla popolazione e continua a farlo”.
“Ormai state sul cazzo a tutti”, sbotta Adriano.
“Anche voi della Flotilla state sul culo a tutti – replica Mizrahi – È un gruppo provocatori finanziati chissà da chi per rompere le palle e mettere in difficoltà il governo Meloni. Fanno il loro lavoro. Loro vengono pagati per questo. Io quelli dell’ultima missione Flotilla li avrei lasciati un mese in galera come minimo, così imparano e la prossima volta ci pensano due volte”.

“Sei peggio di Ben Gvir”, ribatte l’attivista.
“Io ho parlato di un mese di carcere, non di menarli o di ammazzarli – rilancia l’israeliano – Chi viola la legge va punito”.

Mentre Adriano ricorda che gli attivisti si trovavano in acque internazionali, Savino Balzano esplode: “Cruciani, ma come fai a non vergognarti di ospitare uno che sostiene che Israele abbia fatto bene a spianare Gaza? Mizrahi, dovresti vergognarti, tu sei un mostro: il tuo pensiero è offensivo per l’umanità”.
Mizrahi contrattacca tirando in ballo Iacchetti, la Nato e Srebrenica: “Non fare come Iacchetti, non decidete voi chi può parlare. La Nato cosa ha fatto? Non ha bombardato?”.
Balzano allora affonda il colpo citando le dichiarazioni del ministro israeliano Smotrich: “Per ogni soldato ferito, cento case libanesi da distruggere. Sono metodi che ricordano quelli delle Fosse Ardeatine”. Cruciani ricorda anche un’altra frase attribuita al ministro: “Dieci case abbattute per ogni drone di Hezbollah”. Ma Mizrahi minimizza: “Smotrich non conta niente. E comunque parlava di case, non di persone. Siete una mandria di capre”.
Nel finale il dibattito si sposta sul caso di Poggibonsi, dove il gestore di un agriturismo ha scritto a una turista israeliana che era la benvenuta solo se dissociata da Netanyahu. Cruciani domanda a Balzano se l’albergatore abbia fatto bene.
“No, assolutamente – replica il giornalista – Noi non siamo mica come gli israeliani di Israele. Ci dobbiamo distinguere. Non siamo mica gente che applica l’apartheid. Noi dobbiamo essere gente perbene. Alle nostre feste di compleanno sulla torta non ci deve essere mica un cappio. I nostri ministri non devono dire ai loro figli: stai tranquillo ci sarà un pezzo di Libano da distruggere anche per te. Noi non applichiamo la pena di morte”.

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