De Gregori: “A Dalla diedi una spinta e nacque Come è profondo il mare” - 3/5
“Lucio Dalla mi ha fatto capire la ritmica del canto, la divisione del canto. Sul piano umano, poi ho conosciuto una persona ricchissima nei valori, piena di intelligenza, piena di curiosità, piena anche di zone aspre della sua vita e del suo carattere. Non è che andavamo sempre d’accordo, insomma abbiamo avuto parecchie occasioni di litigare e abbiamo anche litigato. È un grandissimo artista, sono fiero e grato di aver dato anche io delle cose a Lucio perché essendo due mondi opposti. Lui da me sicuramente ha preso il coraggio nello scrivere i testi delle sue canzoni, perché fino ad un certo punto lui non si fidava di quello che scriveva. Lui scriveva con Bardotti e poi ci fu una bellissima parentesi con Roversi, fece tre dischi meravigliosi con lui che era un poeta, però un poeta prestato alla musica leggera. Era veramente avveniristico a quei tempi e Lucio cavalcò benissimo questa cosa. Aveva un po’ di reticenza a calarsi nel mondo pop. Un giorno gli dissi: ‘ma perché non te li scrivi da solo i testi delle tue canzoni? Perché tu sei uno che legge tanti libri, parla benissimo… Se tu ascoltavi Lucio parlare e fare un discorso, sentivi una persona che non solo conosceva benissimo la lingua italiana, ma era pieno di riferimenti poetici. Dopo un paio di mesi lui scrisse ‘Come è profondo il mare’. Quindi forse, in quel senso, una piccola spintarella gliel’ho data io”.