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Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone è sull’intelligenza artificiale. Alla presentazione invitato anche il fondatore di Anthropic

Il tema dell'IA è già una costante del pontificato di Prevost: "Un potenziale immenso che richiede responsabilità e discernimento" ha detto in uno dei suoi discorsi. E ancora ha sottolineato gli algoritmi che "premiano emozioni rapide e penalizzano espressioni umane più bisognose di tempo come lo sforzo di comprensione e riflessione"
Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone è sull’intelligenza artificiale. Alla presentazione invitato anche il fondatore di Anthropic
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Come si prevedeva, la prima Enciclica di Papa Leone XIV sarò dedicata all’Intelligenza artificiale. Lo ha reso noto il 18 maggio la Sala stampa vaticana dando il titolo del documento che segnerà un passaggio importante del pontificato: Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. “La Lettera Enciclica – aggiunge il comunicato – porta la firma del Santo Padre in data del 15 maggio, nel 135° anniversario della promulgazione della Lettera Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII”. Anche questo è un dettaglio rilevante, perché fin dal suo insediamento papa Prevost aveva spiegato l’origine del nome nell’attenzione che il suo predecessore Leone aveva avuto al proprio tempo, alle condizioni di vita e sociali e alle novità che incalzavano le condizioni umane: la rivoluzione industriale e il conflitto sociale un secolo fa, le novità della tecnologia oggi.

La presentazione del Documento avrà luogo il 25 maggio, presso l’Aula del Sinodo, alla presenza di Leone XIV e con gli interventi del cardinal. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, del cardinale Michael Czerny S.J., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale di Anna Rowlands, Teologia politica della Durham University nel Regno Unito, di Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (Usa) e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’intelligenza artificiale, di Leocadie Lushombo i.t., docente di Teologia politica e Pensiero sociale cattolico alla Jesuit School of Theology / Santa Clara University, California e prima dell’intervento finale di Leone XIV ci sarà anche la conclusione del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin.

Il tema dell’IA è stata una costante del papato di Robert Prevost. Già nel Discorso ai cardinali del 10 maggio 2025, subito dopo la sua elezione, spiegava perché “ho pensato di prendere il nome di Leone XIV. Diverse sono le ragioni, però principalmente perché il Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”. Ripete il concetto il 12 maggio di un anno fa nel suo discorso agli operatori della comunicazione: “Penso, in particolare, all’intelligenza artificiale col suo potenziale immenso, che richiede, però, responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità. E questa responsabilità riguarda tutti, in proporzione all’età e ai ruoli sociali”.

Il messaggio si fa molto più articolato quest’anno quando interviene per la 60ma Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali: “La tecnologia digitale, spiega il Papa, rischia invece di modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana, che a volte diamo per scontati. Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane”. Al Pontefice sta a cuore l’antropologia e non tanto la sfida tecnologica. “Custodire i volti e le voci significa in ultima istanza custodire noi stessi. Mentre invece “ci sono da tempo molteplici evidenze del fatto che algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento sui social media – redditizio per le piattaforme – premiano emozioni rapide e penalizzano invece espressioni umane più bisognose di tempo come lo sforzo di comprendere e la riflessione“. Il Papa invita a diffidare anche dell’IA intesa come un interlocutore amichevole in quello che definisce “un affidamento ingenuamente acritico all’intelligenza artificiale come “amica” onnisciente, dispensatrice di ogni informazione, archivio di ogni memoria, ‘oracolo’ di ogni consiglio. Tutto ciò può logorare ulteriormente la nostra capacità di pensare in modo analitico e creativo, di comprendere i significati, di distinguere tra sintassi e semantica“. In quel messaggio paventava che “gran parte dell’industria creativa umana rischia così di essere smantellata e sostituita con l’etichetta “Powered by AI”, trasformando le persone in meri consumatori passivi di pensieri non pensati, di prodotti anonimi, senza paternità, senza amore. Mentre i capolavori del genio umano nel campo di musica, arte e letteratura vengono ridotti a un mero campo di addestramento delle macchine”.

Nell’approccio di Leone XIV non manca anche la consapevolezza degli interessi economici e finanziari che regolano la moderna IA: “Dietro questa enorme forza invisibile che ci coinvolge tutti, diceva infatti nel gennaio di quest’anno, c’è solo una manciata di aziende, quelle i cui fondatori sono stati recentemente presentati come creatori della “persona dell’anno 2025”, ovvero gli architetti dell’intelligenza artificiale. Ciò determina una preoccupazione importante riguardo al controllo oligopolistico dei sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale in grado di orientare sottilmente i comportamenti, e persino riscrivere la storia umana – compresa la storia della Chiesa – spesso senza che ce ne si possa rendere realmente conto”. Desta così particolare interesse che la Santa Sede abbia scelto di far presenziare, e intervenire, alla presentazione dell’Enciclica il co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah, delineando così un altro terreno di scontro tra il papa statunitense e l’amministrazione Trump. Anthropic, infatti, è stata bandita da Trump lo scorso febbraio dopo aver ordinato a tutte le agenzie statunitensi di interrompere l’utilizzo della sua tecnologia di intelligenza artificiale imponendole gravi sanzioni per essersi rifiutata di consentire all’esercito statunitense l’uso illimitato della sua tecnologia di IA. Anthropic ha intentato causa contro l’amministrazione , accusandola di ritorsioni illegali a causa del suo tentativo di imporre limiti all’impiego della sua tecnologia di IA. Ora interverrà insieme al Papa in quello che si annuncia un evento in grado di rendere il dibattito sull’impiego e la funzionalità dell’Intelligenza artificiale al centro dell’attenzione globale.

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