“Assurda ma unica spiegazione plausibile è pensare che Sempio abbia preso la chiavetta di Chiara”, così Marco Poggi ai pm sul mistero dei video privati
“Non mi so dare una spiegazione. Se la devo dare, l’unica plausibile, seppure assurda, visto che nell’intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa”. Le parole di Marco Poggi – riportate da Corriere, Repubblica e Stampa – sono agli atti dell’inchiesta della procura di Pavia che vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Davanti ai pm di Pavia il testimone ha tentato di dare una spiegazione alle frasi pronunciate dall’amico indagato nel cosiddetto “soliloquio” intercettato in auto, nel quale l’indagato parla di “quel video” aggiungendo “e io ce l’ho”. Un riferimento che gli investigatori collegano ai filmati intimi registrati da Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi.
Una ricostruzione quella del furto della chiavetta con le immagini che lo stesso Marco Poggi definisce però difficilmente credibile. “Mi sembra folle perché non penso che un mio amico viene a casa e mi ruba qualcosa. Poi, Chiara se ne sarebbe accorta”, ha aggiunto, spiegando ancora che “mi sembra folle, non riesco a spiegarmelo, è tutto surreale”. Il tema dei video privati è diventato uno dei punti centrali delle nuove indagini. Secondo gli investigatori, proprio la conoscenza di quel materiale potrebbe rappresentare il possibile movente del delitto, perché avrebbe portato Sempio a sviluppare un interesse nei confronti di Chiara Poggi culminato poi in avances respinte.
Marco Poggi ha confermato di sapere dell’esistenza di filmati intimi tra la sorella e Stasi, ma solo per avere accidentalmente sbirciato una chat sul computer di casa. Ha però escluso di avere mai visto i filmati o di averne parlato con gli amici. “Mi sembra anche strano che Chiara non avesse detto a me o a qualcuno che un mio amico le stava rompendo le scatole – osserva – Mi avrebbe potuto dire ‘ma tu, deficiente, hai dato qualcosa al tuo amico?’. Perché non l’avrebbe fatto? Capisco la riservatezza, ma se vedi un problema, la riservatezza viene un po’ meno”. Sempio nega di aver visto i video e subito dopo la convocazione in procura per essere interrogato ha dichiarato di non capacitarsi della contestazione del movente sessuale “perché non frequentavo Chiara”.
La questione emerge anche nelle audizioni delle cugine della vittima, le gemelle Paola Cappa e Stefania Cappa, sentite nella caserma Montebello di Milano. Paola ha dichiarato di non avere mai sentito parlare di quei video, mentre Stefania ha riferito il contrario: “Sì, me ne aveva parlato. Lo aveva fatto in maniera molto generica, ma me ne aveva parlato”. Alla domanda sui toni di quel racconto, Stefania Cappa ha risposto: “In maniera molto serena e semplice”. La cugina ha inoltre ricordato un episodio avvenuto pochi giorni prima dell’omicidio. “Vidi Chiara uscire di corsa in strada, abbigliata com’era, con l’abbigliamento da casa: ciabatte e pigiamino bianco – racconta Stefania -. Mi sembrava molto spaventata. Voleva verificare che non ci fossero ladri in giro”.
Nell’informativa conclusiva depositata dai carabinieri di Milano con l’atto di chiusura delle indagini, gli investigatori sostengono che il “soliloquio” di Sempio dimostrerebbe una conoscenza diretta sia della situazione di Chiara Poggi sia dell’esistenza dei video privati. “Da quella conversazione, a tratti angosciante, intercettata nella sua auto, si evince che Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara fosse rimasta sola a casa”, annotano i militari. E aggiungono: “Ed è certamente inquietante che fosse a conoscenza dei video che Chiara e Alberto Stasi avevano consapevolmente girato riprendendo la propria intimità che certamente non avevano condiviso con nessuno”. Secondo i carabinieri, Sempio “non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, come emerge dalla consulenza informatica, dalla pen drive di 2GB” trovata nella casa dei Poggi e rianalizzata recentemente. Anche se gli audio, considerati dirimenti sul presunto movente, al momento non sono stati ascoltati e sono stati trascritti o riassunti.
L’informativa ipotizza che questo accesso possa essere avvenuto “solo con la presenza di Marco Poggi”, le cui dichiarazioni vengono definite “incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quel video e se ne avesse avuto accesso”, oppure “autonomamente agendo di nascosto da Marco Poggi e approfittando dell’accesso al Pc, o alla pen drive”. Gli investigatori evidenziano inoltre che “sia Marco che Andrea Sempio avevano certamente una capacità informatica ampiamente idonea” e ritengono “assolutamente improbabile che i due utilizzassero il pc di Chiara esclusivamente per giocare”. A sostegno di questa ricostruzione citano “la presenza del video di Andrea Sempio sul pc in questione”, che dimostrerebbe “come il gruppo di amici utilizzasse quel computer per tutte le eventuali attività che potevano essere condotte in compagnia”.