Hantavirus, caccia ai contatti dei 29 passeggeri scesi dalla crociera. L’Oms: “Possibile emergano altri casi”
I casi sospetti di hantavirus aumentano. L’ultimo riguarda un’assistente di volo della Klm è stato sottoposta al test per dopo aver manifestato sintomi lievi ed è stata ricoverata ad Amsterdam. L’hostess è entrata in contatto con la donna olandese fatta scendere prima del decollo dall’aereo su cui aveva cercato di imbarcarsi il 25 aprile per lasciare Johannesburg per Amsterdam, dopo aver trascorso un periodo di crociera a bordo della Mv Hondius, il focolaio con almeno 8 casi accertati e tre morti. L’equipaggio, date le sue condizioni di salute, aveva rifiutato il trasporto. La donna è poi morta. Ora le autorità sanitarie olandesi stanno contattando le persone a bordo “a scopo precauzionale”.
Si tratta solo di una delle azioni preventive messe in campo negli ultimi giorni per tentare di circoscrivere il contagio al di fuori della nave da crociera. Ci sono anche due cittadini britannici in isolamento domiciliare nel Regno Unito: entrambi sono stati potenzialmente esposti all’hantavirus sulla Hondius e al momento non presentano sintomi. I due avevano lasciato la nave a Sant’Elena alla fine di aprile, rientrando in patria via Johannesburg. Insieme a loro, sarebbero sbarcate altri 27 passeggeri. Le autorità olandesi non hanno confermato dove si trovino ora i passeggeri che sono sbarcati e le autorità in Sudafrica e in Europa stanno cercando di rintracciare i contatti di tutti coloro che sono scesi dalla nave.
Mercoledì è emerso che un uomo è risultato positivo all’hantavirus in Svizzera dopo che era sbarcato anche lui a Sant’Elena e aveva preso un volo per tornare a casa, ma i suoi spostamenti precisi non sono chiari. Secondo quanto affermato dai funzionari durante una conferenza stampa, l’Oms ritiene “possibile” che vengano rilevati altri casi di hantavirus nei prossimi giorni. Il direttore dell’Oms Tedros Ghebreyesus ha affermato che nelle precedenti epidemie la trasmissione di hantavirus tra esseri umani si è verificata solo a causa di un “contatto prolungato”, il che, a suo dire, è stato il caso anche in questa circostanza. Tedros afferma che l’Oms è a conoscenza di segnalazioni di altre persone con sintomi che potrebbero essere entrate in contatto con i passeggeri e che è in contatto con le autorità competenti. Per questo, considerato il periodo di incubazione di questa malattia, che può arrivare fino a sei settimane, è possibile che vengano segnalati altri casi, afferma.
Intanto, come riporta il Financial Times, il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno attivato protocolli di controllo del virus per contrastare la possibile diffusione della malattia. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie negli Usa hanno dichiarato di “monitorare da vicino” la situazione dei passeggeri statunitensi a bordo della nave. Il Dipartimento di Stato americano, ha affermato, sta “guidando una risposta coordinata a livello governativo che include il contatto diretto con i passeggeri, il coordinamento diplomatico e il coinvolgimento delle autorità sanitarie nazionali e internazionali”. Si ritiene, come già fatto dall’Oms, che “al momento, il rischio è estremamente basso”. Nello Stato della Georgia, il dipartimento della sanità ha dichiarato di stare monitorando due residenti dello Stato che erano stati a bordo della MV Hondius ma non mostravano segni di infezione, secondo quanto riportato dal New York Times.
Intanto la Oceanwide Expeditions, operatore olandese gestore della crociera, ha comunicato che “tutti i passeggeri che mostravano sintomi da hantavirus sono stati fatti sbarcare”. Al momento quindi nessuno a bordo presenta segni della malattia. La nave è ora diretta da Capoverde alle Isole Canarie, dove circa 100 passeggeri e membri dell’equipaggio rimasti a bordo saranno monitorati e autorizzati a rientrare in aereo nei rispettivi Paesi di provenienza.