Un caso di hantavirus in Svizzera: l’uomo era stato sulla nave MV Hondius. “In 23 scesi senza controlli a focolaio in corso”
Un cittadino svizzero è ricoverato a Zurigo per un’infezione da hantavirus. L’uomo, che aveva viaggiato in Sudamerica ad aprile, è un ex passeggero della MV Hondius, la nave da crociera a bordo della quale si sono registrati 3 morti e altri 5 contagiati. La persona elvetica, al rientro, dopo aver accusato sintomi, è andato all’Ospedale universitario di Zurigo su consiglio del suo medico di famiglia: un test effettuato dal laboratorio di riferimento di Ginevra ha diagnosticato il contagio al ceppo delle Ande, il più virulento, ed è così subito stato ricoverato in isolamento.
La moglie, al momento, non presenta sintomi ed è in autoisolamento. Le autorità svizzere stanno ora cercando di accertare se il paziente abbia avuto contatti durante la fase di malattia: l’Ufficio federale della sanità pubblica ritiene improbabile che possa verificarsi altri casi in territorio elvetico. Oltre alla coppia, ci sarebbero altre 21 persone, secondo il racconto di un passeggero spagnolo a bordo, che sono sbarcati lo scorso 21 aprile sull’isola di Sant’Elena, nell’Atlantico meridionale, e hanno fatto rientro nei rispettivi Paesi senza controlli immediati, nonostante il focolaio di hantavirus a bordo.
I passeggeri, provenienti da diversi Paesi – fra cui Australia, Stati Uniti, Taiwan e Inghilterra – avrebbero ripreso la loro vita normale, dopo il rientro, senza essere stati sottoposti ad alcuna misura precauzionale. L’Organizzazione mondiale della Sanità, attraverso il direttore generale Tedros Adhnaom Ghebreyesus, ha confermato che “in questa fase il rischio complessivo per la salute pubblica” a livello mondiale “rimane basso”, confermando l’idea di diversi scienziati.
Nelle scorse ore tre pazienti con sospetto hantavirus – non il medico di bordo, contagiato e in gravi condizioni – sono stati evacuati dalla nave MV Hondius e sono in viaggio verso i Paesi Bassi, in coordinamento con l’Oms che mantiene i contatti anche con le autorità nazionali di Capo Verde, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi. La nave da crociera si trova infatti ferma al largo di Capo Verde dopo il focolaio che ha provocato la morte di una coppia di olandesi e di una cittadina tedesca, positive al virus dopo la partenza da Ushuaia, in Argentina. È ormai accertato che sulla Hondius si è verificata una trasmissione da uomo a uomo, quando solitamente il virus si trasmette invece dai roditori agli umani.
A bordo ci sono 88 passeggeri e 59 membri dell’equipaggio. Da giorni, si cerca di trovare una destinazione per l’imbarcazione e martedì si è fatta largo l’ipotesi di un attracco in Spagna, precisamente alle Isole Canarie. Ma il presidente della regione iberica, Fernando Clavijo, si oppone con forza e ha chiesto un incontro con il premier Pedro Sánchez: nell’arcipelago dell’Atlantico, ha ricordato, c’è un solo posto letto per questo tipo di pazienti con infezioni virali.
Una resistenza superata dalla decisione del governo spagnolo: il ministro della Sanità ha comunicato che la nave-focolaio approderà sabato a Tenerife nel porto di Granadilla de Abona e i passeggeri stranieri saranno evacuati nei rispettivi Paesi d’origine. I 14 spagnoli che viaggiano sulla nave saranno sottoposti a controlli alle Canarie e trasferiti in aereo a Madrid, dove resteranno in quarantena all’ospedale Ulla.