Cambiamento climatico, stop a pubblicità di carne e combustibili fossili: Amsterdam è la prima a introdurre il divieto
Nessun hamburger o bocconcino di pollo guarderà più dall’alto di un’inserzione i cittadini di Amsterdam: la capitale dei Paesi Bassi è la prima città europea ad aver vietato – a partire dall’1 maggio – l’esposizione di pubblicità che promuovono carne e combustibili fossili. L’amministrazione comunale ha scelto infatti di essere coerente con le proprie politiche ambientaliste e pertanto non permetterà più agli spazi pubblici di essere invasi da advertising di prodotti che contribuiscono al cambiamento climatico.
“La crisi climatica è urgentissima” – ha detto alla Bbc Anneke Veenhoff del partito GreenLeft – Voglio dire, se vuoi essere all’avanguardia nelle politiche climatiche e affitti le tue case a chi fa esattamente il contrario, allora cosa stai facendo?” Da questa riflessione è stato automatico individuare come altamente problematiche le inserzioni che riguardano l’uso di combustibili fossili – promozioni di voli aerei e crociere – e l’invito al consumo di carne.
Non è un segreto che entrambi questi stili di vita impattino profondamente sull’ambiente e sulle sue risorse – tra l’altro da ieri l’Italia è in deficit ecologico con il Pianeta: combustibili fossili e allevamenti intensivi sono tra i principali produttori di gas serra. “Ognuno può prendere le proprie decisioni, ma in realtà stiamo cercando di fare in modo che le grandi aziende non ci dicano continuamente cosa dobbiamo mangiare e comprare”, ha detto Anke Bakker, responsabile della sezione di Amsterdam del Partito per gli Animali. È stata Bakker a introdurre le nuove restrizioni e a respingere le accuse di invogliare il paternalismo statale. “Eliminare quella costante spinta visiva – ha continuato – non solo riduce gli acquisti impulsivi, ma segnala anche che la carne a basso costo e i viaggi ad alta intensità di combustibili fossili non sono più scelte di vita a cui aspirare”.
Fino a questo momento ad Amsterdam lo spazio dedicato alle inserzioni dei combustibili fossili era del 4% della spesa pubblicitaria mentre le carne rappresentava una fetta molto più esigua del mercato della pubblicità, con una quota stimata dello 0,1%. Il divieto dunque è un gesto quasi simbolico che non va a intaccare gli altri spazi pubblicitari come quelli delle riviste, delle tv o dei quotidiani. Solo lo spazio urbano è diventato intoccabile anche e soprattutto per gli obiettivi che Amsterdam si è posta a lungo termine: entro il 2050 la città auspica che il 60% della popolazione possa fare scelte alimentari derivate da fonti vegetali.
Piccoli passi per preservare il futuro del Pianeta che erano stati anche al centro del discorso del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres durante il suo discorso sull’azione climatica nel 2024: “Molti governi – aveva osservato – limitano o vietano la pubblicità di prodotti dannosi per la salute umana, come il tabacco. Alcuni ora stanno facendo lo stesso con i combustibili fossili. Esorto ogni Paese a vietare la pubblicità delle aziende produttrici di combustibili fossili”.
Nel 2021 la Francia provò ad andare in questa direzione con la “Legge sul clima e la resilienza”: la sua entrata in vigore tuttavia, prevista per il 2022, era subordinata a un decreto attuativo che non è ancora stato emanato. In Italia invece le uniche due città ad aver mostrato un minimo slancio sono state Firenze – con una mozione dello scorso febbraio – e Genova con un’altra mozione risalente ad alcune settimane fa.