“Trump dice ogni giorno cose senza senso”. È un Mark Ruffalo politico ed ecumenico, e anche drammaticamente intimista, quello intervistato dal Corriere della Sera. Il 59enne interprete di Zodiac e di Hulk è a Roma per girare il film Santo subito di Bertrand Bonello, sulla canonizzazione di Giovanni Paolo II. Ed è proprio sullo scontro tra Trump e Papa Leone XIV che Ruffalo torna a gamba tesa. “è una commedia oltraggiosa. È qualcosa difficile da credere, d’altra parte ti dà la misura della potenza del presidente degli Stati Uniti rispetto al resto del mondo”. Ruffalo ne ha anche per il vice di Trump, Vance: “Dice che il Papa deve stare attento quando parla di teologia, lo critica per la sua interpretazione erudita e colta dei Vangeli, ma lui è perfetto nello sposare il pensiero di Gesù rispetto alla violenza”.
L’attore ha spiegato che il mondo di Hollywood lo appoggia e condivide in questa sua lotta radicale contro il suo presidente che viene definito “meschino” e in compagnia della sua “cricca”: “Continuerò a denunciare i crimini commessi sia dal mio Paese che da Israele, il genocidio e la tortura contro Gaza e i palestinesi”. Ruffalo ha poi ricordato il dramma del tumore all’orecchio, poi superato con dolore e sacrificio. “Mi sono affidato alla famiglia, che avevo lasciato da ragazzo. Il tumore avvenne all’inizio della mia carriera, il mio volto rimase paralizzato per molto tempo dopo l’intervento chirurgico. Ero a un passo dal sogno di fare l’attore, era lì, a portata di mano. Stavo cambiando mestiere. Quando perdi tutto hai meno paura, sei più forte. Il tumore mi ha lasciato la sordità all’orecchio sinistro”.
L’interprete di Povere creature ha infine ricordato le sue origini italiani umili, operaie e cattoliche: “L’America è stata razzista con i primi immigrati. Conosco bene la lotta di classe di quella gente, la applico nel mio lavoro”. Ruffalo è produttore esecutivo insieme con Javier Bardem di Tutto quello che resta di te, film di Cherien Dabis su tre generazioni di una famiglia palestinese: “Non c’è maggior conflitto che perdere i propri diritti come esseri umani”.