“Mi vergognerei di aver scritto anche solo una parte di questa sceneggiatura”. Laconica, lapidaria. La traduttrice britannica Emily Wilson stronca l’Odissea di Christopher Nolan, il blockbuster che sta facendo saltare i botteghini di mezzo mondo. In una delle prime interviste sul film, il regista aveva citato una sua trasposizione del poema omerico, elogiandone l’incipit: “Parlami di un uomo complicato“.
Ma ora che il film è nelle sale, la lusinga si è trasformata in rigetto. La classicista, docente all’Università della Pennsylvania, ha bocciato la pellicola: “Speravo che l’affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative, e permettergli di dare vita a personaggi più credibili – ha scritto in un saggio per la London Review of Books –. Ma Odissea presenta la sua solita combinazione di grandiosità e superficialità. La visione del film è troppo confusa, i suoi personaggi troppo poco sviluppati per mantenere ciò che mezzo promette in termini di grandi idee, anche se è molto bravo a rendere i grandi botti e i grandi giganti”.