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La fuga di Del Grande e l’aggressione a una 70enne mentre puliva la tomba del marito: “Ferocia e violenza inaudita”

La donna rapinata è ricoverata all'ospedale di Circolo di Varese dopo essere stata spintonata e aver sbattuto la testa nella caduta. La prima a soccorrerla la figlia: "Trovata sotto choc, completamente ricoperta di sangue".
La fuga di Del Grande e l’aggressione a una 70enne mentre puliva la tomba del marito: “Ferocia e violenza inaudita”
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Dopo l’evasione da una casa lavoro ad Alba (Cuneo) e la fuga durata qualche giorno, Elia Del Grande rischia ora anche l’accusa di rapina. L’autore della “strage dei fornai” che nel 1998 uccise il padre, la madre e il fratello, per cercare di scappare ha rubato un’auto di una donna di 70 anni. Lo stesso mezzo con cui intorno alle 13.30 i carabinieri della Compagnia di Gallarate lo hanno intercettato lungo la provinciale 18.

Il 50enne l’ha aggredita mentre stava pulendo la tomba del marito nel cimitero di Lentate, vicino a Sesto Calende (Varese). Arrivato dalla stazione dei treni poco lontana, Del Grande ha visto in lei la vittima ideale. La donna rapinata è ricoverata all’ospedale di Circolo di Varese dopo essere stata spintonata e aver sbattuto la testa nella caduta. La prima a soccorrerla è stata la figlia che ha detto di averla “trovata sotto choc, completamente ricoperta di sangue”. Il nipote della vittima ha poi aggiunto: “Ha agito con una ferocia e una violenza inaudita, peraltro immotivata perché avrebbe potuto intimarle di consegnargli le chiavi dell’auto senza colpirla ripetutamente alla testa sfondandole il cranio”. Del Grande era già fuggito cinque mesi fa da un’altra casa-lavoro nel Modenese e gli era stata da poco rinnovata per un altro anno la misura di sicurezza. Questa volta, nel tentativo di non farsi arrestare dai carabinieri avrebbe anche ferito in modo lieve un agente. Il 50enne era stato condannato all’ergastolo per il triplice omicidio, pena poi ridotta a trent’anni e scontata per 26 anni e 4 mesi in un carcere.

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