Lunedì 2 febbraio alle 18 l’intervista ad Alessandro Aresu, autore di La Cina ha vinto (Feltrinelli, 2025) – L’interdipendenza è la cifra del mondo globalizzato, ma chi ne ha beneficiato lo ha fatto in modo differente. Gli Stati Uniti cercano da tempo di ridurre la propria dipendenza dalla Cina – e relativo deficit commerciale: importano molto più di quanto esportano. Ma il processo va a rilento perché le catene di approvvigionamento sono fortemente interconnesse, soprattutto quando si tratta di tecnologia. Non solo: la sfida risente anche della cosiddetta “guerra dei cervelli“, con la Cina prima per laureati in materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), che esporta soprattutto in università e aziende statunitensi: nelle Big Tech non è raro che si parli mandarino. Esportazione che ora la Cina pensa di ridurre per “scalare le catene di valore delle produzioni strategiche”, spiega Aresu. E le democrazie europee – quel treno l’hanno già perso?
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