Il nome di Amata compare negli atti insieme a quello del suo capo di gabinetto vicario, Giuseppe Martino, e di Valeria Lo Turco, sua segretaria particolare fino allo scorso gennaio
Era diventata assessora dopo il “caso Cannes“. Poi, una volta alla guida del Turismo siciliano, la meloniana Elvira Amata aveva elargito una serie di finanziamenti a pioggia con particolare riguardo verso il suo bacino elettorale, ovvero Messina. Adesso risulta indagata nell’inchiesta per corruzione della Procura di Palermo che ha coinvolto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno. Anche a lei, come a Galvagno, è stata notificata una richiesta di proroga delle indagini lo scorso gennaio. Adesso il suo nome compare nell’informativa della Guardia di finanza assieme a quello del suo capo di gabinetto vicario, Giuseppe Martino, e di Valeria Lo Turco, sua segretaria particolare fino allo scorso gennaio. Con Lo Turco, Amata condivideva un appartamento in affitto a Palermo (entrambe sono di Messina) la cui proprietaria risulta lady Dragotto, Marcella Cannariato, anche lei indagata nella stessa inchiesta, e residente nello stesso stabile.
Ed è Cannariato che, parlando in un’intercettazione con Martino, chiede il suo aiuto per l’organizzazione di un evento a Palermo, Catania e Messina. Un aiuto, quello di Martino, che lei sottolinea “non è gratis”. Mentre è la stessa Amata a parlare con Cannariato dell’evento “Magico Natale”, che la procura di Palermo contesta a Galvagno nell’inchiesta. È Lady Dragotto a riferire direttamente all’assessora al Turismo che per l’evento stipulerà una fidejussione: “Ehi, spettacolo di donna, dimmi tutto”, esordisce l’assessora. E Cannariato risponde: “Ah niente, l’ho già risolto perché per fare “Un Magico Natale”, cioè mi si sono presentati personaggi “eliminiamo Messina, facciamo questo, facciamo”… ci dissi “anche no, io non faccio niente” e questa fu la prima, la seconda… dice “no va bene fra 3, 4, forse 5 mesi prenderai 100mila euro indietro”, ci dissi “no, io presento una polizza fideiussoria a prima escussione così tutti stiamo tranquilli”, “Sì, ma mica te la fanno subito!”. “Agli altri non la fanno subito, a me la fanno”. “Certo, se tu fai la fideiussione te li possono dare, certo”, risponde la Amata.
Un evento, quello del “Magico Natale”, che stando a quanto si dicono Amata e Lo Turco in un’altra conversazione è stato un flop: “No, niente, non oso pensare a Catania”, dice l’assessora, riferendosi al fatto che l’evento si farà anche nella città etnea. Le indagini palermitane si soffermano poi sui rapporti dello staff di Amata con Cannariato: in una conversazione il capo gabinetto vicario di Amata “sottolinea il fatto che sia lui che Lo Turco hanno fatto tante cose in favore di Cannariato e per tale motivo lei in parte “compenserebbe” con “la casa che c’ha là”, scrivono i finanzieri. I magistrati della Procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia, nei giorni scorsi hanno sentito alcuni indagati. Domani Gaetano Galvagno riferirà in Assemblea regionale dell’indagine a suo carico, rispondendo al sollecito del presidente dell’Antimafia regionale, il dem Antonello Cracolici. Ismaele La Vardera, ex Iena e ora deputato regionale ha invece chiesto le dimissioni del presidente dell’Ars. Ma l’indagine si allarga su altri politici: nelle 195 pagine dell’informativa della Guardia di finanza sono tanti gli omissis. Uno in particolare, “Uomo 6”, sembra riguardare un altro politico vicino a Galvagno.
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