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Ultimo aggiornamento: 10:49 del 11 Novembre 2024

Ilaria Salis: “Governo si preoccupa della natalità senza pensare alla casa. È normale che a Milano un lavoratore non riesca a pagare l’affitto?”

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Chiamata ad aprire la seconda giornata di lavori del Social Forum sull’Abitare, l’eurodeputata Ilaria Salis ha scelto di partire dalle polemiche per il suo impegno con i movimenti per la casa, tra attivismo e occupazioni: “Quando sono stata liberata alcuni giornali mi hanno attaccato ferocemente sul tema delle occupazioni e hanno fatto una scoperta sensazionale: che i miei genitori sono proprietari di casa – ha ironizzato Ilaria Salis – perché in Italia è diventato normale pensare che una persona a quasi 40 anni debba vivere in casa con i genitori, perché in una città come Milano anche se si ha un lavoro come lo avevo io, da insegnante precaria, è impossibile pagarsi un affitto. La cosa assurda è poi vedere questo Governo, che osserva la crisi demografica indifferenti al tema dell’abitare, come se la decisione di avere una famiglia non fosse legata alla possibilità di avere una casa”. L’intervento ha toccato il tema della precarietà abitativa e delle sue ripercussioni sulle nuove generazioni: “Oggi uno studente fuori sede deve abbandonare l’università perché non può più permettersi la stanza in cui vive e la lotta per la casa è una questione criminale da reprimere. Così occupanti, attivisti, migranti fanno da capro espiatorio”. La tesi dell’eurodeputata Avs è che, anziché alimentare la ‘guerra tra poveri’ tra occupanti e persone in attesa da anni dell’assegnazione di una casa popolare, bisognerebbe denunciare gli enti competenti che non sono in grado di fare scorrere le liste d’attesa. Salis prende come esempio di questa narrazione la modalità con la quale alcuni giornalisti le hanno chiesto di commentare il caso di una donna incinta rimasta senza casa popolare a causa di un’occupazione abusiva: “Non erano minimamente interessati alla storia di quella persona, c’era solo sciacallaggio del suo dolore. Se non fosse stata una domanda strumentalizzata, avrei risposto che la colpa non è certo degli occupanti: se in Italia cifossero politiche serie sull’abitare, avrebbero un tetto sulla testa sia la signora sia tutte quelle persone che invece occupano per necessità”. Chi lotta per il diritto all’abitare non può essere additato come responsabile della crisi abitativa di cui è prima vittima: “Credo che una delle sfide più grandi sia quella di far convergere tutti questi soggetti in un unico movimento che sia in grado di creare una forza d’urto che possa imporre concretamente un cambiamento di rotta“. Il Social Forum sull’Abitare punta a rappresentare “questo percorso di unione delle diverse rivendicazioni sul diritto alla casa in un progetto collettivo di riforma urbana e sociale capace di rispondere a una crisi che continua a crescere”.

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