Alla festa del Fatto Quotidiano, tra gli altri temi trattati, non ha mancato di scaldare gli animi una domanda sui candidati impresentabili. Peter Gomez, anticipando un articolo che verrà pubblicato nei prossimi giorni da ilfattoquotidiano.it ha chiesto agli ospiti del dibattito: “Usciremo con un lunghissimo elenco di nomi – ha detto il direttore de ilfattoquoridiano.it Peter Gomez – , abbiamo fatto l’esame del sangue ai candidati, francamente siamo rimasti allibiti che ci sono 110 candidati o condannati o sono sotto processo o indagati. A guardare quelle liste sembra che avere un avviso di garanzia diventa un titolo di merito… perché voi politici non riuscite a fare questo tipo di selezione”

Il leghista Federico Freni, risponde con una contro-provocazione: “Diciamo che su questi 110 candidati 40 li condannano, i mi chiedo e gli altri 70? Un buon politico cosa deve fare? Premesso che un avviso di garanzia non è mai una patente di bellezza, ma un avviso di garanzia non è nemmeno una pubblica gogna da affiggere… oggi le statistiche restituiscono che il tasso di colpevolezza è inferiore al 30%… questo non vuol dire che devo candidare i condannati, ma non vuol dire nemmeno che devo far fuori gli altri 70. Uno Stato garantista deve partire dal principio di non colpevolezza… La politica non può essere solo la caccia a chi ha fatto qualcosa, come tutti i cittadini hanno diritto di lavorare fino alla prova passata in giudicato della propria colpevolezza, la politica deve dare lo stesso diritto”.

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