Sembrava tutto nella norma: una laurea in giurisprudenza incorniciata alla parete e un sito internet attivo e funzionante del suo studio legale a Sassuolo, nel modenese. Purtroppo a prestare i reali servizi professionali non era un avvocato ma, a quanto pare, un truffatore. Così una azienda di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, è finita truffata da sedicente legale.

L’uomo è riuscito a farsi pagare 10mila euro raggirando l’azienda. A raccontare la vicenda è stata l’edizione di Reggio Emilia de il Resto del Carlino, alla luce della denuncia sporta per conto della società nei confronti del presunto legale.

I titolari dell’azienda, viene spiegato al quotidiano, avevano cercato online uno studio per un consulto su alcune controversie in materia di diritto aziendale. Poco tempo dopo aver scelto il professionista a cui rivolgersi, l’impresa è stata raggiunta da un decreto ingiuntivo con la richiesta del pagamento di circa 10.000 euro. Il danno risultava legato a citazioni presentate in appello dal presunto legale e comprensivo della somma spettante all’avvocato della controparte e mai arrivata al destinatario. In sostanza l’azienda, oltre a versare denaro al presunto avvocato ha saldato il debito anche con la rappresentanza legale della controparte. Da qui la decisione di sporgere denuncia, soprattutto alla luce del fatto che lo studio legale trovato online sembra essere stato abbastanza attivo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Roma, auto non si ferma all’alt vicino al Vaticano e sfonda le transenne: spari alle gomme. Scatta il piano anti-terrorismo

next
Articolo Successivo

Mega rissa tra giovanissimi nel Salernitano. Le immagini consentiranno ai carabinieri di individuare numerosi i responsabili

next