“Ho autorizzato solo le riprese, non le fiamme”, chiarisce subito Marco Giorgianni, sindaco di Lipari, comune che comprende tutte le Eolie tranne Salina. Nell’autorizzazione delle riprese però “si faceva riferimento a dei fuochi e che sarebbero supportati da una squadra dei vigili del fuoco, io ho specificato che per quello non ero io l’autorità preposta, perciò se qualcuno li ha autorizzati, non sono stato di certo io”, spiega il primo cittadino. Cos’è successo a Stromboli: chi ha appiccato l’incendio che ha “devastato l’isola” e in cui solo “per un miracolo non c’è scappato il morto”? A chiarirlo sarà un’inchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto, un fascicolo aperto contro ignoti. Nel frattempo i carabinieri sono al lavoro sull’isola per verificare le responsabilità. In queste ore stanno interrogando la troupe della fiction prodotta dalla 11 Marzo (in programmazione nel 2023 sui canali Rai) che ha tra i protagonisti anche Ambra Angiolini.

Da giorni la troupe è presente sul versante dell’isola a più di 400 metri dal mare, dove avevano avuto il permesso di girare alcune scene. Avevano anche chiesto l’intervento dei vigili del fuoco che infatti erano presenti sull’isola. Ma non erano nell’area del set al momento in cui è stato acceso il fuoco: “I nostri si stavano preparando ma non si trovavano sul posto quando l’incendio è divampato”, riferisce Luca Cari, responsabile della comunicazione del Corpo. E che non fossero sul set al momento dell’incendio risulta anche da quanto finora riferito dai testimoni. Si stavano, dunque, ancora soltanto preparando per andare sul set e coadiuvare le riprese: bagnare il terreno dove avrebbero dovuto accendere il fuoco e dove – in caso di necessità – sarebbero intervenuto subito. Le fiamme sono state accese in loro assenza e il vento le ha rese indomabili. Si sono sparse rapidamente fino ad alimentarsi con svariati ettari di vegetazione. Ma non solo: 5 abitazioni sono state danneggiate, tra cui quella dell’osservatorio dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica completamente raso al suolo.

Eppure – al di là della presenza o meno dei pompieri – anche un’ordinanza del sindaco vieta che si accendano fuochi se c’è vento e in particolare se c’è scirocco. Per questo Giorgianni insiste: “Ho autorizzato solo che salissero oltre i 400 metri, cioè oltre il divieto in vigore, questa è l’unica deroga. Per il resto non competeva me, ma nella richiesta avevano specificato che avrebbero avuto il supporto dei Vigili del fuoco. L’ordinanza però vieta a prescindere che si accenda qualunque fuoco in quelle circostanze”.

Ora le indagini proseguono per verificare chi esattamente ha dato l’ordine di accendere le fiamme pur in assenza di una squadra d’intervento. “Non lascerò passare nulla: è stato troppo grave. Qualcuno ne ha responsabilità e abbiamo diritto di saperlo”, dice il sindaco. Intanto le polemiche si allargano anche alla prevenzione: “Se c’è una cosa che c’ha detto con chiarezza quest’evento è che siamo impreparati ad un’emergenza”, sottolinea Carlo Lanza, ex presidente di circoscrizione dell’isola. “Il disastroso incendio ha evidenziato ancora una volta lo stato di abbandono ed incuria in cui versa il territorio dell’isola”, denuncia Rosa Oliva, presidente della Pro Loco Amo Stromboli. “Non esistono valide linee tagliafuoco, i sentieri non vengono mantenuti in agibilità, tranne in pochi casi. Il Corpo Forestale della Regione, a cui è demandata la sicurezza delle aree boschive non ha un organico sufficiente per garantire il primo intervento, e per motivi logistici l’impegno di mezzi aerei di sicurezza è inevitabilmente ritardato, atteso che le loro basi sono dislocate sulla terraferma”. Per questo, dice Oliva “lamentiamo una grave assenza delle istituzioni dello Stato” e annuncia battaglia: “La nostra associazione si riserva di aderire ad ogni iniziativa giudiziaria a tutela della cittadinanza, non ultimo, costituendosi parte civile in un procedimento giudiziario che ci auguriamo sia rapido, chiaro nell’accertare le vere responsabilità ed esemplare nel comminare giuste e severe pene”. L’assenza di un presidio dei vigili del fuoco permanente è lamentata da più parti: “Ho due isole vulcaniche, e non si contano tutte le richieste fatte negli anni. La situazione è anche più grave di così, perché non esistono presidi medici di emergenza-urgenza, non solo i vigili ma neanche l’assistenza sanitaria di urgenza in due isole vulcaniche è prevista. L’ho chiesto ripetutamente ma non ho mai ottenuto riposta. Sono io per primo vittima di questa situazione”, dice Giorgianni, ormai in scadenza (si vota il 12 giugno). “Dov’era la protezione civile regionale?”, chiede Lanza.

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