di Paolo Di Falco

In Italia dall’opposizione la deputata di Fratelli d’Italia, Ylenja Lucaselli, pensando che la popolazione italiana, che attualmente si aggira introno a 59,55 milioni di persone, abbia superato quella degli Stati Uniti d’America lancia l’avvertimento che da oggi ci saranno “oltre 500 milioni di italiani che non potranno portare a casa lo stipendio perché lo Stato ha deciso che per farlo serve un pass”.

In Europa, qualche giorno fa, all’interno del gruppo politico all’europarlamento Identità e Democrazia – di cui fanno parte i principali partiti sovranisti in Europa, dalla Lega di Matteo Salvini a Rassemblement national di Marine Le Pen e di cui il presidente è il leghista Marco Zanni – è stato eletto come capodelegazione del partito tedesco Alternative für Deutschland (AfD) l’eurodeputato Nicolaus Fest che rappresenta esattamente la figura del sovranista estremo, a mio avviso indegno di sedere nel luogo in cui si discute del futuro dell’Unione.

Il padre è lo storico Joachim Fest, autore di quella che per molto tempo è stato considerata la principale biografia di Adolf Hitler. Un’opera che, per inciso, taglia fuori dalla vita di Hitler le leggi sulla razza da quest’ultimo promulgate e riserva pochissime pagine all’Olocausto puntando più ad esaltare e celebrare il mito di Hitler. Una delle battaglie principali di Fest è quella contro la religione islamica: già nel luglio del 2014 per il tabloid tedesco Bild aveva affermato che l’Islam rappresenta “un impedimento all’integrazione” e nel 2016 rincarò la dose chiedendo la chiusura di tutte le moschee in Germania.

Artefice di una politica basata contro l’immigrazione, contro “gli invasori”, servendosi quasi dello stesso metodo con cui Salvini è riuscito ad ottenere rapidamente un boom di consensi in Italia, in un altro articolo definì “primitivi e maligni” i gruppi di “giovani arabi, turchi o africani” presenti nel Paese sottolineando come la Germania aveva “chiesto lavoratori ospiti ma ha trovato marmaglia”.

Un altro bersaglio delle sue critiche è stata la cancelliera Angela Merkel: se già in un giornale della cosiddetta “nuova destra” aveva tracciato un parallelismo tra il suo stile di governo e la prese di potere dei nazisti nel 1933, nel 2018 da eurodeputato durante un dialogo tra cittadini organizzato da un’associazione dell’AfD si era augurato che “la cancelliera Merkel venisse abbattuta”. Dopo questo suo intervento si mosse lo stesso vicepresidente del Bundestag, Wolfgang Kubicki, che bollò l’uscita dell’eurodeputato come “pietosa”.

Lo scorso mese di gennaio, infine, Fest aveva anche esultato per la morte del Presidente del parlamento europeo David Sassoli scrivendo in una chat interna del suo partito: “Finalmente questo sporco maiale se n’è andato”. Può un personaggio del genere sedere in Parlamento europeo?

Dopo queste parole qualsiasi eurodeputato sarebbe stato espulso dal suo gruppo e nei suoi confronti sarebbero già stati presi dei provvedimenti invece tra le file del gruppo Identità e Democrazia non solo il presidente del gruppo, l’eurodeputato leghista Marco Zanni, non ha assolutamente preso nessun tipo di provvedimento contro di lui come aveva promesso di fare ma Fest viene è stato anche nominato capo delegazione dal suo partito.

Il totale silenzio della Lega mostra un velo di ipocrisia e la sua solita doppia faccia che vediamo ampiamente anche al governo dove, secondo un metodo già visto anche durante il primo governo Conte, nel tentativo di evitare la fuga dei consensi verso il partito della Meloni, cerca di fare opposizione all’interno del Consiglio di ministri.

Qui, per esempio, lo scorso 3 febbraio il partito di Salvini non aveva votato le nuove norme sulla quarantena e la Dad a scuola alludendo a “discriminazioni nei confronti dei bambini non vaccinati” così come nella giornata di martedì, sempre in Cdm, la Lega ha acconsentito alle nuove norme che regolano le concessioni balneari ma ha già annunciato che proporrà delle modifiche in Parlamento.

Insomma, emerge un atteggiamento piuttosto ambivalente nei confronti non solo del governo ma anche dei suoi elettori, non solo sul piano nazionale ma anche su quello europeo, dove non si ha nemmeno la volontà di prendere dei provvedimenti contro l’eurodeputato tedesco alleato che ha oltraggiato la memoria del presidente Sassoli.

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