Arbitro di calcio, appassionata di fitness con un discreto seguito su Instagram. Si tratta delle ventitreenne Diana Di Meo, che nelle scorse ore ha denunciato pubblicamente di essere vittima di revenge porn. La giovane abruzzese ha pubblicato un video sul suo profilo social, spiegando cosa le è capitato: “Allora, come molti di voi sanno stanno girando dei miei video privati sui alcuni social come Telegram. Sono video non condivisi da me e alcuni anche non girati da me. Io ho scoperto di questi video grazie a dei ragazzi che mi hanno mandato tutti i link dei gruppi dove giravano questi video. Ringrazio chi mi sta aiutando, è una situazione che non auguro veramente a nessuno, ho scoperto di gruppi telegram dove c’erano altre ragazze che ho avvertito e continuerò ad avvertire…”

Poi il messaggio nel post che spiega cosa è il revenge porn: definito anche come “pornografia non consensuale” ed anche abuso sessuale tramite immagini, è l’atto di condivisione di immagini o video intimi di una persona senza il suo consenso. E, continua: “Io sono qui a parlarne, molti di noi non riescono a farlo e si nascondono. Spero di dare voce a tutte quelle vittime che vengono colpevolizzate, quando in realtà il colpevole è dall’altra parte dello schermo, che riprende o ‘si limita’ a condividere. Oggi la vittima sono io, domani potrebbe essere una persona vicina a chi magari adesso sta guardando i video e sorride. Non è mai colpa della vittima, ricordatevelo. Sempre a testa alta ragazzi, sempre”.

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