Scatta l’obbligo di avere il certificato verde per accedere ai servizi alla persona: barbieri, parrucchieri, estetisti. Da oggi il green pass ‘base’, dunque quello ottenibile anche con un tampone, deve essere esibito all’ingresso dei centri estetici, così come prima di farsi tagliare i capelli. È solo il primo passo, perché in base all’ultimo decreto Covid approvato dal governo dal primo febbraio il green pass base sarà necessario anche per accedere a un qualunque ufficio pubblico o a servizi postali, bancari e finanziari, e alle attività commerciali. La lista dei negozi esentati da quest’obbligo però non è ancora definitiva: nelle prossime ore il premier Mario Draghi dovrebbe firmare il nuovo Dpcm. Mercoledì sera sono state decise le ultime limature al testo: tra le novità è prevista una deroga per le persone che devono entrare alle poste per il ritiro della pensione.

Il Dpcm, come detto, individua i negozi per i quali non sarà necessario il green pass a partire da febbraio. La lista degli esercizi dove si potrà entrare senza Green pass base comprende alimentari, supermercati, ipermercati, farmacie, parafarmacie, benzinai, negozi di carburante per il riscaldamento, articoli per animali, ottici, mercati all’aperto, ambulanti ed edicole, ma solo all’aperto. Escluse le tabaccherie: per comprare un pacchetto di sigarette sarà necessario mostrare un tampone negativo, essere vaccinati o guariti dal Covid.

Ad allungare i tempi per la firma del Dpcm il confronto che ha visto coinvolti i ministeri competenti, ovvero Salute, Giustizia, Pubblica amministrazione e Sviluppo economico sugli ‘esentati’ del Green pass base. La discussione si è protratta fino a mercoledì sera. E tra le ultime novità inserite nel testo ci sarebbe appunto l’ingresso pass free alle poste per il ritiro della pensione, mentre per gli altri servizi postali resterà necessario il green pass.

Il tavolo con le Regioni – Le Regioni intanto fanno passi avanti verso la modifica del sistema dei colori. Mercoledì c’è stata una prima riunione del tavolo di lavoro dedicato al tema cui hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza ed il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, insieme a rappresentanti delle Regioni. Nei prossimi giorni ci saranno altri confronti per cercare di arrivare ad una posizione condivisa. L’ipotesi emersa al tavolo tecnico è quella di considerare casi Covid soltanto i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, senza includere gli asintomatici in ospedale per altre patologie. Frenata, invece, sulla richiesta di riduzione a 5 giorni delle quarantene per i sintomatici. Secondo gli esperti, a quanto si apprende, mancano sufficienti evidenze scientifiche a sostegno dell’accorciamento dell’isolamento.

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