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Arabi e russi all’assalto di Forte dei Marmi: su 90 bagni ne hanno già 30. E in spiaggia contano più gli chef dei bagnini

Sono passati quattordici anni da quando Genovesi scosse la Cortina del Tirreno con il suo j’accuse: Morte dei marmi, edito da Laterza. Da allora la situazione è peggiorata
Arabi e russi all’assalto di Forte dei Marmi: su 90 bagni ne hanno già 30. E in spiaggia contano più gli chef dei bagnini
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Lo scrittore Fabio Genovesi al seguito del Giro d’Italia non ha perso occasione, lunedì 18 maggio, di fare un salto dal suo amico Roberto Santini, patron del bagno Piero di Forte dei Marmi, uno dei più frequentati dai vip, che ha postato sui social la foto dell’incontro: “Grazie a Fabio che mette insieme tutti gli amici”, scrive Santini. Sono passati quattordici anni da quando Genovesi scosse Forte dei Marmi con il suo j’accuse: Morte dei marmi, edito da Laterza. Che in realtà era un libro di amore nei confronti di un paese ferito dall’arrivo dei cafonal russi con i loro soldi, l’esibizione sfrontata della ricchezza, i rubli che compravano tutto, alberghi, ristoranti, servizi. Addio alla Forte dei Marmi degli Agnelli e di Vestivamo alla marinara, ricca, snob ma con una certa sobrietà, un certo garbo.

Da allora, dal 2012, la situazione è peggiorata. Dicono al Forte i balneari storici: “Che la direzione fosse quella evocata da Genovesi purtroppo si sapeva, ma pensavamo a tempi più lunghi e invece è stato così tutto veloce, rapido”. Arabi e russi hanno preso d’assalto Forte dei Marmi, basti pensare che su novanta stabilimenti balneari un terzo circa sono stati acquistati negli ultimi due anni da super ricchi, sceicchi e oligarchi russi. Chi ha venduto ha preferito incassare oggi piuttosto che rischiare di perdere il proprio stabilimento balneare in seguito alle gare per la concessione, come previsto dalla direttiva Bolkstein.

Così, per limitarsi agli ultimi mesi, a fine 2025 è passato di proprietà il bagno Belvedere. Lo ha acquistato il magnate russo Kurgin Timofey che è già proprietario dei bagni vicini come Montecristo di Levante e Montecristo di ponente e il ristorante La Barca. Sì perché, dicono al Forte i balneari più esperti, oramai in spiaggia contano più gli chef che i bagnini. Si va in spiaggia per ballare e mangiare. Anche per questo le regole imposte dal sindaco Bruno Murzi – più pulizia, meno eventi che creano frastuono, più attenzione alla sobrietà – non piacciono ai bagni più lussuosi dove i nuovi padroni hanno in mente tanti piccoli Twiga. In arrivo anche alberghi a cinque stelle. Negli ultimi mesi magnati arabi ne hanno acquistati una decina e lì, in quegli alberghi super lussuosi, per una camera si possono spendere anche 2500 euro a notte. E nel centro del paese ormai sono presenti i marchi più importanti di vestiti e profumi. Mancava Chanel, ma è dato in arrivo.

Si dirà: e la crisi? E il caro carburante? E la guerra? Colpiscono, almeno in parte, il turismo del ceto medio, le altre spiagge toscane, non il Forte. Che ormai per molti è una nuova Montecarlo, città del lusso, dei super ricchi, dei prezzi stellari. E nonostante la crisi, spiega Stefano Giannotti, presidente dei balneari, “Forte mantiene intanto il suo appeal. Stanno arrivando tutti, americani in testa. Sarà una grande estate. Per ora manca solo il caldo”. Ma anche quello, il caldo, è in arrivo. I meteorologi prevedono picchi da 30 gradi già da domenica 24 maggio e picchi di caldo africano per l’inizio di giugno. E così il Forte tornerà a ballare. Nonostante la crisi, nonostante la guerra.

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