Sulla gestione della fauna selvatica registriamo l’ennesima presa di posizione medievale che identifica chi guida il paese, in un’epoca dove ci sarebbe bisogno di ricerca e mediazione per trovare vie sostenibili nel rispetto della biodiversità. Mi riferisco alle recenti prese di posizione del ministro per la “transizione ecologica” Roberto Cingolani.

Già il nome del suo ministero mi pare in antitesi sul suo operato generale, dato che uno dei primi provvedimenti presi al suo insediamento fu proprio confermare le trivellazioni nel mar Adriatico; che, poi, il ministro in questione alluda alla provincia di Trento come esempio da seguire per la gestione della fauna selvatica, mi pare davvero quasi offensivo, poiché è cosa nota che l’entourage politico di governo trentino non sia proprio un grande riferimento per la gestione dei grandi carnivori, dato che tiene due orsi in condizioni barbare, in celle di cemento, avendoli castrati e sottoposti a psicofarmaci.

L’uscita inopportuna del ministro Cingolani ha suscitato molte reazioni nel mondo ambientalista e animalista, tanto che è pure attiva una petizione che chiede le dimissioni del ministro stesso per molteplici motivi, leggibili proprio nel testo della petizione; motivi che percorrono alcune prese di posizione del ministro che non identificano certo percorsi da transizione ecologica, bensì modus operandi obsoleti e sostenitori di chi della biodiversità e del rispetto dell’ambiente non ha certo grande interesse.

Sulla citazione, poi, in merito alla provincia di Trento, mi corre anche l’obbligo ricordare che la gestione della fauna selvatica qui è fallimentare, dato che gli incidenti che coinvolgono cittadini e animali sono numericamente elevatissimi.

Da quando si è insediato, questo ministro non ha fatto altro che inanellare dichiarazioni che lasciano davvero perplessi, per dirla con eleganza, invece che proporre idee innovative e all’avanguardia; e, la cosa che più mi stupisce è che molti cittadini lo credono anche “la persona giusta al posto giusto”! Personalmente, ritengo che sarebbe ora che il ministero dell’ambiente – questo sarebbe il nome più corretto senza roboanti titoli assurdi – potesse avere come guida una persona che veramente ha a tutela quella transizione ecologica vera che dobbiamo perseguire come obiettivo, se non vogliamo arrivare al punto di non ritorno per quanto riguarda il nostro impatto sulla Terra.

Invece che sparare ai lupi, agli orsi e dare credito a chi gestisce la fauna selvatica con l’intento di abbattere o imprigionare, non sarebbe più opportuno creare cultura della convivenza tra uomo e grandi carnivori? La tecnologia permette di prevedere spostamenti di lupi e orsi sui territori dove vivono; permette di predisporre barriere e recinti idonei a tutelare gli interessi di allevatori di montagna; ecco, da un vero ministro che ha a cuore la vera “transizione ecologica”, potremmo aspettarci proposte sostenibili, non certo il via libera agli abbattimenti facili, solo per accontentare governanti locali incapaci di adottare strategie moderne e sostenibili.

Davvero, la transizione ecologica è tutt’altra cosa da quella che vediamo in Italia!

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