“Nuova variante sudafricana? Non sappiamo ancora cosa succederà, ma dobbiamo abituarci all’idea che vedremo emergere dei virus con numerose mutazioni. Ma finché non avremo delle varianti che siano in grado di sfuggire all’immunità dei vaccini e di trasmettere più dvella variante Delta, non dobbiamo preoccuparci troppo. Oggi, per fortuna, è la variante Delta al raggio di tiro dei vaccini”. Sono le parole pronunciate a “Otto e mezzo” (La7) da Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici Covid-19 dell’Agenzia europea del farmaco Ema, a proposito della nuova variante sudafricana, che ha ben 32 mutazioni della proteina Spike.

Cavaleri puntualizza: “Sicuramente dobbiamo essere vigili e attenti e soprattutto avere un sistema che sia in grado di vedere quando queste varianti emergono per poi prendere immediatamente azioni qualora queste varianti avessero la possibilità di diffondersi. Questa variante, in particolare, è stata vista in Sudafrica in una decina di casi, quindi non sappiamo se questa variante si diffonderà. Tuttavia, sappiamo per certo che numerose varianti, anche se hanno tante mutazioni, non è detto che prendano il sopravvento e diventino il ceppo predominante – spiega – Rimanendo in Sudafrica, per esempio, la variante Beta fu una delle prime a uscire e ci preoccupava molto perché aveva alcune mutazioni importanti nella proteina Spike. Di fatto, questa variante è sparita, perché è stata soppiantata dalla variante Delta, che è molto più trasmissibile“.

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