Diciotto titoli per una candidatura agli Oscar. Riparte anche quest’anno la corsa verso la designazione del film italiano che concorrerà ad entrare tra le nomination del classico “Oscar al miglior film straniero”. La commissione di selezione istituita presso Anica su richiesta dell’Academy dovrà decidere tra una discreta sfilza di titoli tra cui, come al solito, non svetta l’opera insuperabile ma tanti buoni film. Proviamo a mettere un po’ d’ordine.

Tra i pesi massimi ci sono Mario Martone con Qui rido io, Paolo Sorrentino con È stata la mano di Dio, Freaks Out di Gabriele Mainetti e ovviamente, anche se a noi non ha trasmesso granché, Tre piani di Nanni Moretti. Seconda fascia ecco il tanto chiacchierato (e vietato ai minori di 18 anni) La scuola cattolica di Stefano Mordini, il documentario Ennio di Giuseppe Tornatore, Lei mi parla ancora di Pupi Avati, Supereroi di Paolo Genovese e I fratelli De Filippo di Sergio Rubini (ancora non usciti in sala), 3/19 di Silvio Soldini.

Terza fascia, modello sorpresa: A Chiara di Jonas Carpignano, Ariaferma di Leonardo di Costanzo, I Giganti di Bonifacio Angius e Yaya e Lennie di Alessandro Rak. Poi ancora qualche titolo ad effetto magari non andato come ci si aspettava tra critica e pubblico come Mondocane di Alessandro Celli, Il cattivo poeta di Gianluca Jodice, e Parsifal di Marco Filiberti. Infine in corsa, diciottesimo titolo, ecco L’Arminuta di Giuseppe Bonito che sarà in questi giorni alla Festa di Roma.

Il titolo verrà scelto e comunicato ufficialmente il 26 ottobre prossimo. Mentre, sempre che il film italiano riesca ad essere successivamente selezionato dall’Academy per entrare in nomination, la cerimonia di premiazione si terrà a Los Angeles il 27 marzo 2022. Qualche pronostico? Come ricorderete i film italiani al Festival di Venezia sono stati massacrati da Variety (Freaks Out, Qui rido io e un filo meno criticato ma non proprio amatissimo È stata la mano di Dio). Idem per Tre Piani di Moretti. Anche se per noi sarà tra questi quattro titoli che uscirà il candidato italiano con un possibile quinto incomodo: A Chiara di Carpignano.

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